Scatta la stretta Ue sugli imballaggi. Addio bustine di ketchup dal 2030

Dal divieto di Pfas negli imballaggi a contatto con gli alimenti ai target di riduzione dei rifiuti.Scatteranno dal 12 agosto, in tutti i Paesi Ue

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© ANSA/EPA

Dal divieto di Pfas negli imballaggi a contatto con gli alimenti ai target di riduzione dei rifiuti.Scatteranno dal 12 agosto, in tutti i Paesi Ue i primi obblighi previsti dal regolamento Ue sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (Ppwr), anche se l’addio agli involucri monouso di plastica sarà in vigore solo dal 2030, insieme a una serie di altri vincoli per Stati membri e operatori economici, come il limite del 50% allo spazio vuoto negli imballaggi di trasporto e per il commercio elettronico. Il nuovo regolamento, in vigore da febbraio 2025 dopo un lungo e travagliato iter legislativo che ha aperto un aspro confronto anche in Italia, sostituirà l’attuale direttiva sugli imballaggi, in vigore dal 1994. La stretta sarà in più fasi.Scatteranno i primi limiti armonizzati alla presenza di sostanze Pfas (alchiliche per- e polifluorurate) – i cosiddetti ‘inquinanti eterni’ – negli imballaggi che entrano in contatto con gli alimenti. Saranno vincolanti anche nuove definizioni comuni di fabbricanti e produttori e requisiti di informazione per risalire con più facilità ai produttori. Dal 2028 si applicherà poi un sistema comune di etichettatura sugli involucri per facilitare la raccolta differenziata. Ulteriori vincoli, quelli più stringenti, scatteranno solo dal 2030, quando, tra le altre cose, sarà vietato immettere sul mercato alcune tipologie di imballaggi monouso di plastica, tra cui le bustine di ketchup e maionese, conserve, salse, creme per caffè e zucchero facilmente reperibili in bar e ristoranti. Il divieto si estende anche alle boccette di shampoo o creme usati negli hotel, alle buste in plastica per frutta e verdura fresca preconfezionata di peso inferiore a 1,5 kg e ai contenitori per alimenti e bevande riempiti e consumati nei bar e nei ristoranti. Per le microimprese è assicurata un’esenzione in assenza di “alternative disponibili” sul mercato, prevista anche per i nuovi obiettivi di riutilizzo che scatteranno, anche questi, dal 2030. Sempre tra quattro anni, si applicheranno anche i target di riduzione dei rifiuti da imballaggio (5% entro il 2030, 10% entro il 2035 e 15% entro il 2040, rispetto al 2018), il requisito generale di rendere gli imballaggi ‘riciclabili’ e le tre classi di prestazione di riciclabilità – dalla A alla C – con cui saranno valutati. Dal 2038 gli imballaggi dovranno essere di livello B per poter essere immessi sul mercato a dodici stelle.Gli Stati che ancora non lo hanno fatto dovranno poi avere un tasso di riciclaggio del 70% per tutti i rifiuti di imballaggio entro il 2030 e dal 2029 promuovere sistemi di deposito-restituzione per i contenitori usa e getta in plastica o metallo per le bevande. Per i vincoli in attuazione da domani non sono previste sanzioni in caso di non conformità da parte degli operatori ma entro febbraio 2027, gli Stati membri dovranno stabilire norme nazionali per applicarle in caso di violazione delle regole comunitarie.

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