Congelamento degli ovociti, dalla Regione 600mila euro: oltre 91mila destinati alla provincia di Foggia

Fino a 3mila euro per consentire alle donne pugliesi di ricorrere al social freezing e preservare la propria fertilità in vista di una maternità f

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Fino a 3mila euro per consentire alle donne pugliesi di ricorrere al social freezing e preservare la propria fertilità in vista di una maternità futura. Entrano nella fase operativa i nuovi contributi della Regione Puglia, con la pubblicazione in questi giorni dei bandi sul portale PugliaSalute e sui siti istituzionali delle Aziende sanitarie regionali.Le domande potranno essere presentate a partire dal 13 agosto 2026, giorno della pubblicazione dell’avviso sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia, e fino alle ore 24 del trentesimo giorno successivo.Per finanziare la misura sono stati stanziati complessivamente 600mila euro per le annualità 2026 e 2027, distribuiti tra le sei province pugliesi sulla base della popolazione femminile di età compresa tra 27 e 37 anni. Alla provincia di Foggia sono stati assegnati 91.832,04 euro.

Cos’è il social freezing

Il social freezing è una tecnica che permette di congelare gli ovociti quando la loro qualità è ottimale, in modo da poter posticipare la maternità e preservare maggiori possibilità di concepimento in futuro, quando il naturale avanzamento dell’età può comportare una fisiologica riduzione della fertilità.Con il nuovo contributo la Regione punta a favorire l’accesso alla crioconservazione degli ovociti per finalità sociali, sostenendo le donne che intendono preservare la propria fertilità in un’età utile in vista di un futuro progetto di genitorialità.La misura si rivolge in particolare a quella fascia della popolazione femminile che non beneficia già della crioconservazione gratuita prevista dai livelli essenziali di assistenza per determinate condizioni patologiche, come quelle oncologiche.

Fino a 3mila euro: i requisiti

Potranno richiedere il contributo le donne di età compresa tra i 27 e i 37 anni, residenti in Puglia da almeno 12 mesi e con un Isee ordinario non superiore a 30mila euro.Un altro requisito riguarda la struttura scelta per effettuare la procedura: sarà necessario rivolgersi a un centro di Procreazione Medicalmente Assistita, pubblico oppure privato accreditato, inserito nel registro nazionale autorizzato dal Ministero della Salute.Il contributo potrà raggiungere un massimo di 3mila euro e sarà riconosciuto una sola volta nella vita.

Come saranno formate le graduatorie

Le domande saranno valutate innanzitutto sulla base del valore dell’Isee, partendo da quelli più bassi. In caso di parità saranno considerate l’età anagrafica e la data di presentazione dell’istanza.Il contributo coprirà le spese documentate sostenute per la procedura di social freezing. Rimarranno invece esclusi i costi dei farmaci e le spese accessorie per vitto e alloggio, così come quelle sostenute per la conservazione degli ovociti oltre i primi 12 mesi.

Oltre 91mila euro alla provincia di Foggia

La ripartizione dei 600mila euro vede la provincia di Bari destinataria della quota maggiore, con 194.645,63 euro. Seguono Lecce con 113.543,73 euro e Foggia con 91.832,04 euro.Alla provincia di Taranto sono destinati 81.556,57 euro, alla Bat 61.043,06 euro e a Brindisi 57.379 euro.Le somme sono state distribuite tenendo conto di un censimento della popolazione femminile tra i 27 e i 37 anni presente nei diversi territori.

Decaro: “Il sistema sanitario deve creare opportunità”

“La Regione Puglia continua a sostenere in maniera concreta le donne pugliesi mettendole nella condizione di autodeterminare il proprio percorso di fertilità”, afferma il presidente Antonio Decaro.“Un’offerta sanitaria pubblica che si adatta ai tempi e agli stili di vita nuovi della popolazione è un servizio che fa il proprio dovere fino in fondo. Il sistema sanitario pubblico non è chiamato a dare giudizi ma a creare opportunità per le donne che, per volontà o esigenza, decidono di affrontare un percorso di genitorialità in età più adulta, con il rischio di incontrare difficoltà e problemi che si traducono, a volte, in veri e propri ostacoli insormontabili”.Per Decaro il contributo rappresenta “una delle politiche di natalità più democratiche e rispettose che si possano mettere in campo come offerta pubblica, perché pongono alla base dell’offerta sanitaria le scelte delle donne”.L’obiettivo della Regione è ora diffondere il più possibile le informazioni sulla nuova opportunità, in modo che le potenziali beneficiarie possano conoscere la misura e decidere liberamente se accedere alla procedura.Bando e modulo per presentare la domanda saranno disponibili sul portale istituzionale PugliaSalute.

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