Gli operatori turistici le propongono come «vacanze detox». Nell’estate 2026 è il claim più divulgato da resort, agriturismi e residence, autentiche

Gli operatori turistici le propongono come «vacanze detox». Nell’estate 2026 è il claim più divulgato da resort, agriturismi e residence, autentiche oasi naturali di pace e silenzio che in questa torrida stagione, nelle località turistiche del sud est barese, garantiscono una pausa digitale. «Per chi soffre di dipendenza da connessione – spiega Valeria Pedote, marketing manager di un noto resort di Polignano a Mare – anche il nostro territorio garantisce diverse strutture, riunitesi in rete, nelle quali staccare la spina. Il nostro resort garantisce una vacanza al riparo da emissioni elettromagnetiche, dove all’ospite viene garantita la possibilità di dimenticarsi di ogni dispositivo elettronico, dedicandosi a bagni, massaggi, yoga e passeggiate».Nell’hinterland di Monopoli, lato monte, una nota masseria fortificata, dotata di centro benessere, propone un menù a prova di ospite offline: «Tra le buone pratiche per una digital detox – spiega il direttore Ninni Spadavecchia – suggeriamo di spegnere il computer un’ora prima di andare a letto per un riposo più sereno, impostare l’out of office per le mail, fare attività fisica, leggere, meditare, fare tutto ciò che piace, ma in modalità rigorosamente offline».Un’idea originale viene proposta dal designer di Castellana Grotte Angelo de Leonardis, che ha progettato un fazzoletto di seta che scherma le frequenze elettromagnetiche e, dunque, se avvolto intorno ad un device lo scherma da tutte le comunicazioni di rete, consentendo una disconnessione totale dal mondo esterno. «Diverse strutture alberghiere, non solo pugliesi – spiega – hanno adottato l’idea» che ben presto si è trasformata in start up di successo.Il bisogno di essere sempre connessi, di far sapere cosa si fa, di geolocalizzarsi in ogni luogo è ormai un’abitudine, ma ha anche a che fare con l’ossessione di essere osservati a livello pubblico, dando un’immagine positiva di sé. Ma se da una parte i social network creano nel mondo virtuale una rete di relazioni, dall’altra è altrettanto vero che condizionano sempre più la qualità delle esperienze vissute nel mondo reale. Si pensi a quante volte è capitato di cenare con dei commensali che, nel bel mezzo della cena, impugnano lo smartphone e iniziano a digitare qualcosa sulla tastiera.Tra le vacanze offline di maggior successo figurano quelle proposte dai volontari di Rizomi, responsabili del bosco comune di Monteferraro (tra Conversano e Turi) e il pacchetto turistico di una dimora storica, di recente apertura, localizzata nelle campagne di Macchialunga tra Conversano e Polignano a Mare. La dimora viene scelta da ospiti provenienti da ogni angolo d’Europa per la possibilità che viene loro offerta «di partecipare alla raccolta dell’uva e alla prossima vendemmia, agli aperitivi e alle cene tra i filari fino alle passeggiate rigeneranti nella vigna, che diventa il cuore di un’esperienza lontana dagli schermi e profondamente connessa alla natura». In un tempo in cui le giornate sono scandite da notifiche, call di lavoro e messaggi a cui rispondere, il vero lusso può diventare semplicemente staccare.


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