Nel corso del Novecento, il paesaggio sociale e architettonico dei comuni della Capitanata è stato profondamente segnato dalle istituzioni dedicat

Nel corso del Novecento, il paesaggio sociale e architettonico dei comuni della Capitanata è stato profondamente segnato dalle istituzioni dedicate all’assistenza e allo stato sociale pubblico. Tra queste, la presenza della sede dell’ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) a Manfredonia ha rappresentato per decenni un punto di riferimento fondamentale per la tutela della salute materna e infantile e per la crescita della comunità locale, tanto da essere affettuosamente e comunemente conosciuta da tutti i cittadini semplicemente come la “Maternità”.
Fondata nel 1925 con la Legge n. 2277 e attiva fino alla prima metà degli anni ’70, l’ONMI nacque con l’obiettivo di contrastare la mortalità infantile, fornire assistenza igienico-sanitaria alle gestanti e offrire supporto economico ed educativo alle famiglie indigenti.
A Manfredonia, come in molti centri urbani e portuali del Mezzogiorno, l’istituzione dell’ONMI rispondeva a precise esigenze di carattere sanitario e sociale:
Assistenza alle gestanti e puerpere: In un’epoca in cui le nascite avvenivano prevalentemente in casa e le condizioni igieniche erano spesso precarie, la sede locale garantiva visite ostetriche e controlli periodici.
Tutela della prima infanzia: Distribuzione di latte, integratori alimentari e visite pediatriche per contrastare la malnutrizione e malattie endemiche come il rachitismo e la tubercolosi.
Supporto educativo ed estivo: Promozione di colonie elioterapiche e marine lungo la costa sipontina, pensate per il recupero fisico dei bambini della zona.
Architettura e funzionale, LA CASA DELLA MADRE DEL BAMBINO
Le strutture realizzate dall’ONMI tra gli anni ’30 e ’50 rispondevano a rigidi canoni funzionali e architettonici: spazi luminosi, ampi cortili d’ingresso, refettori, sale visita e asili nido integrati.
A Manfredonia, l’edificio prescelto per ospitare le attività dell’ente divenne presto noto tra la popolazione come la “Maternità”, un luogo sicuro d’incontro e soccorso per intere generazioni di donne. La presenza di medici, ostetriche e assistenti sanitarie permetteva di coordinare interventi non solo di cura, ma di vera e propria alfabetizzazione igienico-sanitaria rivolta alle madri dell’epoca.
Dallo sciogliemento dell’ente alla trasformazione sanitaria
Con la Legge n. 698 del 23 dicembre 1975, l’ONMI venne soppressa e il suo ingente patrimonio immobiliare e funzionale fu trasferito alle Regioni e ai Comuni. A Manfredonia, l’eredità dell’ente è transitata progressivamente nelle competenze dei Servizi Sociali e della Sanità Pubblica regionale, garantendo la continuità dei servizi territoriali di supporto alle famiglie.
Continuità storica L’Asilo Nido di Via Daunia
Oggi, quella stessa vocazione di tutela e cura della prima infanzia sopravvive direttamente all’interno dello storico fabbricato. L’ex sede della “Maternità” ospita infatti l’Asilo Nido Comunale di Via Daunia, una struttura socio-educativa accreditata nel sistema integrato della Regione Puglia (Elenco regionale per la prima infanzia) e affidata in gestione dal Comune alla Società Cooperativa Sociale “Raggio di Sole”.
A distanza di decenni dalla chiusura dell’ONMI, le mura della storica “Maternità” continuano così a risuonare delle voci e delle risate dei più piccoli, a testimonianza di un patrimonio edilizio e sociale che non ha mai smesso di servire la comunità sipontina.
Foto inedita della facciata di Via Tito Minniti
Si ringrazia Federica Borgia per la collaborazione

Manfredonia Ricordi


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