«La Puglia unisce bellezza e storia». E il wedding nelle masserie si «sposa» con l’autenticità

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«La Puglia unisce bellezza e storia». E il wedding nelle masserie si «sposa» con l’autenticità

La Puglia sta consolidando il suo posizionamento nel panorama turistico internazionale, trainata anche dalla crescente attrattività del segmento dei matrimoni di lusso. Circa il 70 per cento delle coppie che scelgono la regione per nozze esclusive arriva dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti, attratte da masserie storiche e uliveti secolari tra il Salento, la Valle d’Itria e il Nord Barese. Anche gli italiani non fanno eccezione, come testimoniano le recenti nozze del portiere della Nazionale, Gigio Donnarumma, che ha sposato Alessia Elefante a Locorotondo.

Perché negli ultimi anni il mondo ha scelto la Puglia per celebrare i matrimoni?

«Credo che la Puglia – spiega Teresa Rizzo, proprietaria di Casa Isabella, una dimora situata a Mottola San Basilio e dedicata a eventi – sia riuscita a conservare qualcosa che oggi è sempre più raro: l’autenticità. Chi arriva qui non cerca semplicemente una location bella, ma desidera vivere un’esperienza vera, fatta di paesaggi, tradizioni, persone e ospitalità. Le masserie, i palazzi storici, il mare e quella luce così particolare che caratterizza il nostro territorio hanno certamente contribuito a questo successo, così come la crescente visibilità internazionale portata da alcuni matrimoni celebri. Tuttavia, penso che il vero successo della Puglia stia nella capacità di far sentire ogni ospite accolto in una storia autentica e non in un prodotto costruito. È proprio questa emozione che rende il nostro territorio così speciale».

La stagionalità è un limite o un’opportunità?

«Io la considero soprattutto un’opportunità. È vero che oggi la maggior parte dei matrimoni si concentra tra maggio e ottobre, ma la Puglia possiede un patrimonio storico, artistico e culturale che può essere valorizzato durante tutto l’anno. Pensiamo ai castelli federiciani, ai borghi, alle cattedrali, ai percorsi enogastronomici: sono esperienze che non dipendono dalla stagione. Il destination wedding può diventare uno straordinario strumento di destagionalizzazione, creando occasioni di viaggio anche nei mesi meno turistici e generando benefici per l’intero territorio».

I matrimoni celebrati in Puglia possono dunque diventare anche un’occasione per trasformare gli invitati in futuri turisti?

«Assolutamente sì, ed è forse l’aspetto più importante. Chi arriva per un matrimonio spesso scopre una Puglia diversa da quella che immaginava. Vive il territorio, incontra gli artigiani, assaggia la cucina locale, visita luoghi ricchi di storia e crea un legame emotivo con questa terra. Molti ospiti tornano negli anni successivi con le proprie famiglie o consigliano la Puglia ad amici e conoscenti. Perché questo continui ad accadere è fondamentale che istituzioni e operatori lavorino insieme, creando una rete capace di raccontare il territorio nella sua interezza e non soltanto come destinazione balneare».

Cosa l’ha spinta a credere nel progetto Casa Isabella? Quali difficoltà ha affrontato?

«Casa Isabella rappresenta molto più di un’attività imprenditoriale: è un luogo con una storia importante che meritava di essere valorizzata. Fin dall’inizio abbiamo creduto che il suo valore non risiedesse soltanto nella bellezza architettonica, ma nelle emozioni che poteva trasmettere. Naturalmente non è stato semplice. Recuperare e gestire una dimora storica richiede investimenti importanti, attenzione ai dettagli e una visione di lungo periodo. Le difficoltà sono state tante, ma ogni sfida affrontata ci ha permesso di crescere e di costruire un progetto sempre più solido».

Come si concilia la tutela di un palazzo storico con il wedding di fascia alta?

«Per noi la storia non rappresenta un limite, ma il nostro più grande valore. Ogni scelta viene fatta nel pieno rispetto dell’identità del luogo. Gli sposi che scelgono Casa Isabella cercano proprio questo: desiderano vivere un’esperienza autentica, immersi in una dimora che racconta una storia vera. La vicenda del Duca Nicola de’ Sangro e di Isabella rende tutto ancora più emozionante. È una narrazione che non abbiamo inventato, ma che custodiamo e condividiamo con chi decide di iniziare qui il proprio percorso di vita insieme».

Quale consiglio darebbe a una giovane imprenditrice pugliese?

«Le direi di credere nella propria terra e di investire prima di tutto nella qualità. Oggi il mercato internazionale è molto esigente e non basta avere una bella location: servono professionalità, formazione, capacità di fare rete e una forte attenzione ai dettagli. Ma soprattutto bisogna avere pazienza e visione. I risultati importanti arrivano nel tempo. La Puglia offre opportunità straordinarie e chi riesce a valorizzarne l’identità con autenticità può costruire progetti davvero duraturi».

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