La terrazza affacciata sul mare del golfo adriatico della Lega Navale Italiana ha ospitato uno spettacolo teatrale del “Teatrocinque”, la compagnia

La terrazza affacciata sul mare del golfo adriatico della Lega Navale Italiana ha ospitato uno spettacolo teatrale del “Teatrocinque”, la compagnia di arte popolare diretta da Vittorio Tricarico. Una formazione ridotta, adattata ad una serata di intrattenimento ad uso estivo, un diversivo agostano dall’esplicativo titolo “Ciambotta e pescio misto”, uno zibaldone di “musiche tradizionali, cazzeggiamenti, detti, scenette di vita”.
Uno spettacolo leggero, estratto del filone di fondo che attinge alla cultura popolare sipontina, brioso e divertente che ha fatto dimenticare al numerosissimo pubblico, persino la calura appena lenita dalla brezza marinara.
Sulla ribalta messa a disposizione del presidente della LNI, Lorenzo Di Candia, si sono alternati Maria Paglione, Maria Vocale, Sipontina Riccardi, Paola Renzullo, Pasquale Tricarico, e lo stesso autore e regista Vittorio Tricarico: una parte della équipe del “Teatrocinque”, che ha interpretato, come appunto il titolo dello spettacolo indicava, sketch e gag di vita vissuta, esaltate dal gergo dialettale che rende la realtà ancor più… reale, personalizzata, sottolineate dalla chitarra di Pio Vairo.
Un delizioso affresco andato oltre la rappresentazione di storie ancorché originali, uno spaccato dell’identità della comunità sipontina che chiama direttamente in causa ciascun spettatore che in quelle performance, in quell’idioma, si riconosce. «Il pregio di fondo del teatro popolare è quello di farlo riconoscere e di coinvolgerlo» ha chiosato l’assessora alla cultura Maria Teresa Valente. Lo stesso pubblico è parte dello spettacolo. Il teatro popolare mette in scena l’identità di una comunità.
Manfredonia ha una tradizione teatrale popolare assai più ricca di quanto generalmente si riconosca. È un teatro che parla il linguaggio della gente: il dialetto, l’ironia, la comicità, la memoria, le vicende familiari e cittadine, i personaggi caratteristici, le trasformazioni della città. Un obiettivo costantemente puntato sulla quotidianità pronto a registrarne le peculiarità.
Un teatro nato dalla città che racconta la città nelle sue variegate e spesso intime manifestazioni. E da almeno mezzo secolo, per rimanere nella contemporaneità, ché il teatro popolare ha radici ben più lontane e profonde.
Teatro popolare significa innanzitutto compagnie teatrali, depositarie e curatrici del patrimonio di conoscenze cittadine, vere palestre culturali nelle quali i protagonisti – attori, registi, scenografi, tecnici, organizzatori e naturalmente il pubblico – hanno imparato a stare insieme, a recitare, a scrivere, a confrontarsi con la gente, a trasformare la realtà quotidiana in rappresentazione, spettacolo.
In questo contesto si collocano e assumono particolare rilievo, Vittorio Tricarico e Dina Valente: precursori, animatori, valorizzatori, promotori del teatro popolare. Senza dimenticare Giuseppe “Giuppy” Brigida, attore in grandi compagne teatrali nazionali e maestro a Manfredonia di giovani aspiranti attori.
In questo 2026 ricorrono 50anni di intensa, gloriosa, applaudita attività. 50anni di continuità culturale in tutti i sensi: come produzione di opere, lancio di giovani attori che hanno fatto carriera, come testimonianza attendibile dell’evoluzione della comunità sipontina, come illuminata continuità culturale che ha attraversato generazioni e lasciato segni indelebili che hanno prodotto interessanti sviluppi.
Una brillante, feconda realtà, un orgoglio di Manfredonia che non mai avuto riscontro in seno alle autorità istituzionali cittadine. Il Teatro stabile di Manfredonia” di Dina Valente e il “Teatrocinque” di Vittorio Tricarico, premiatissimi altrove, ma ignorati in loco. Una grave lacuna, una ingiustificata disattenzione che va riveduta e corretta: il Teatro popolare di Manfredonia è gran parte del patrimonio culturale sipontino e come tale va doverosamente tenuto in conto. È una rivendicazione che viene anche dalle migliaia di spettatori che seguono e sostengono con entusiasmo gli spettacoli prodotti e rappresentati dalle compagnie teatrali di Manfredonia.
Michele Apollonio

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