Le due facce della città

Negli ultimi mesi Manfredonia è stata segnata da una serie di episodi che alimentano un diffuso senso di incertezza e scoramento: tredici automobili

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Negli ultimi mesi Manfredonia è stata segnata da una serie di episodi che alimentano un diffuso senso di incertezza e scoramento: tredici automobili incendiate dall’inizio dell’anno, numerosi furti di veicoli, l’abbandono clandestino dei rifiuti che continua a interessare campagne e periferie, oltre a un clima di critiche costanti verso una città impegnata a risollevarsi dopo anni difficili.
Non è che sia una novità assoluta: la storia del territorio di Manfredonia ha purtroppo segnalato nel tempo situazioni anche peggiori non sempre evidenziate. (Il comandante delle guardie ambientali Civilis nonché consigliere comunale, Giuseppe Marasco, ne offre continui riscontri). Una situazione che emerge più allarmante nel momento in cui la città cerca di risalire la china che l’ha portate a livelli di guardia. Le due facce di una stessa medaglia.
Alle critiche infarcite di invettive generalizzate contro comportamenti e situazioni estremi, fanno riscontro attività cittadine che danno la percezione di una Manfredonia più attenta e impegnata a recuperi sostanziali in un territorio da troppo tempo lasciato (non va dimenticato) privo delle necessarie cure che oggi si chiedono a gran voce. La cronaca fotografica offre un campionario assortito.
Uno scenario composito dal quale cresce la richiesta di misure straordinarie, suppletive a quelle già in atto: più controlli, più videosorveglianza, più interventi di pulizia, maggiore presenza delle forze dell’ordine. Sono richieste comprensibili, ma occorre chiedersi se, da sole, possano risolvere il problema, se sia la strada giusta e soprattutto unica.
Emblematico è il caso della raccolta dei rifiuti abbandonati. Esiste un rischio ben noto agli studiosi delle politiche ambientali: se l’intervento pubblico si limita a raccogliere rapidamente quanto viene abbandonato, senza individuare e sanzionare i responsabili, può prodursi un effetto indesiderato. Chi scarica abusivamente può convincersi che, in fondo, qualcun altro provvederà a ripulire. In altre parole, l’efficienza della pulizia è indispensabile per tutelare il territorio, ma non può diventare l’unica risposta. Lasciarli laddove le buste di rifiuti vengono abbandonate si rischia di incoraggiare ulteriori comportamenti incivili.
Occorrono pertanto maggiori controlli, videosorveglianza, fototrappole e una attività investigativa che porti alla identificazione dei responsabili che vanno sanzionati. Una soluzione drastica che si scontra con una realtà carente. La polizia locale è già mobilitata e se si applica a questo tipo di controlli è costretta a tralasciare altri servizi anch’essi essenziali.
È notoria la situazione carente del personale della Polizia locale, fortemente sotto dimensionato anche per via dei pensionamenti e mai, nel tempo, opportunamente riassestato. «La giunta comunale è intervenuta per quello che ha potuto: ha approvato un provvedimento – ha annunciato l’assessora al personale, Sara Delle Rose – col quale redistribuisce i proventi dalle sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada, destinandoli alla maggiore attività degli agenti. La delibera – puntualizza l’assessora – non modifica la cifra totale di 377.613 euro, ma ne riorganizza la destinazione per rispondere alle esigenze operative attuali. Restano confermati – aggiunge Delle Rose – gli investimenti per la segnaletica stradale, il potenziamento dei mezzi, attrezzature e formazione del personale».
Ma al di là di provvedimenti straordinari, rimane l’handicap di fondo: il comportamento dei cittadini. Non è possibile che la condotta corretta della gran parte della popolazione nel rispettare scrupolosamente la raccolta differenziata dei rifiuti, sia vanificato da una minoranza, perché tale è, che deturpa la città, e insulta i concittadini che tengono al decoro della città.
È questione di una non completata educazione civica: occorre pertanto una più mirata azione culturale con particolare riferimento all’educazione ambientale. Manfredonia attraversa una fase delicata. Da un lato vi sono segnali di rilancio amministrativo, culturale e turistico; dall’altro persistono fenomeni di illegalità che rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini e l’immagine della città. È proprio in questi momenti che occorre evitare due errori opposti: pensare che bastino interventi emergenziali oppure ritenere che tutto sia inutile.
Michele Apollonio

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