«La Puglia non tratta»: campagna social della Regione contro il caporalato

«Quando stai comprando a pochi centesimi un prodotto agricolo, stai finanziando un sistema distorto di filiera che alimenta aste al ribasso, illeg

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«Quando stai comprando a pochi centesimi un prodotto agricolo, stai finanziando un sistema distorto di filiera che alimenta aste al ribasso, illegalità e schiavitù». È una delle frasi che scorrono sulle immagini di campi di pomodori e braccianti agricoli ammassati nei furgoni, nel video pubblicato oggi sulle pagine social della Regione Puglia, dedicato al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo. Il video è stato realizzato da LaboratorioCom per il progetto ‘La Puglia non Tratta – Insieme per le Vittime, finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e promosso dalla Regione.Le immagini raccontano due vite parallele. Da una parte, quella di un lavoratore sfruttato, impegnato nella raccolta dei pomodori nei campi, sottoposto a ritmi estenuanti, paghe misere e condizioni prive di sicurezza e tutele. Dall’altra, quella di una consumatrice che conduce una vita ordinaria e acquista gli stessi prodotti tra gli scaffali di un supermercato, senza conoscere ciò che può nascondersi dietro il loro prezzo. Attraverso il confronto tra queste due quotidianità, il video invita a riflettere sul costo reale dei prodotti agricoli venduti a pochi centesimi e sulle conseguenze umane e sociali di tutto questo. «In Italia – ricorda ancora il video – sono circa 200mila i lavoratori irregolari impiegati nel settore agricolo, tra cui 55mila donne. Molti sono migranti che, per necessità, accettano paghe di 20 euro al giorno per lavorare 12-14 ore nei campi, senza tutele».
Il video è dedicato alla memoria di Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani, Safi Iayjad e Ullah Ismat Qiemi, morti il 1° giugno 2026 ad Amendolara, dopo aver rivendicato un contratto regolare e il pagamento degli stipendi arretrati.

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