Il presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, Giovanni Caputo, chiede interventi immediati dopo il rogo che ha colpito la costa tra Peschici

Il presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, Giovanni Caputo, chiede interventi immediati dopo il rogo che ha colpito la costa tra Peschici e Vieste, costringendo turisti e bagnanti all’evacuazione anche via mare.
L’incendio divampato domenica 26 luglio 2026 alle porte di Peschici ha colpito la zona di Pile Fraballe e ha raggiunto baia Zaiana.Il vento ha alimentato le fiamme, che hanno attraversato macchia mediterranea e pini d’Aleppo.Le autorità hanno evacuato spiagge, lidi e strutture turistiche. Alcuni bagnanti hanno lasciato la zona anche via mare.Giovanni Caputo, presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, chiede ora un piano straordinario di prevenzione per il Gargano.
L’incendio tra Peschici e baia Zaiana
Il rogo è divampato nella tarda mattinata di domenica 26 luglio in località Pile Fraballe, nel territorio di Peschici.Il fuoco si è sviluppato nei pressi della zona di Difesa di Manaccora. Le raffiche di vento hanno poi spinto le fiamme verso baia Zaiana.L’incendio ha interessato un’ampia area di macchia mediterranea e pino d’Aleppo. Il fronte del fuoco si è avvicinato anche alle zone costiere frequentate da residenti e turisti.Le autorità hanno evacuato spiagge, stabilimenti balneari e strutture ricettive. La Guardia Costiera ha trasferito via mare diversi bagnanti.Vigili del Fuoco, Protezione civile e mezzi aerei hanno lavorato per contenere le fiamme. Il Comune di Peschici ha inoltre aperto le scuole elementari di via Montesanto.L’edificio ha accolto le persone che avevano bisogno di assistenza o di un luogo sicuro.
Giovanni Caputo: «Non basta intervenire nell’emergenza»
Giovanni Caputo ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto.Il presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia ha richiamato l’attenzione sulla fragilità del territorio.«L’incendio, alimentato dal vento, si è propagato rapidamente dalla zona di Pile Fra Balle fino alla baia di Zaiana», ha dichiarato Caputo.«Le fiamme hanno interessato macchia mediterranea e pino d’Aleppo. Le autorità hanno evacuato bagnanti e turisti anche via mare».Caputo ha poi evidenziato la necessità di superare una gestione fondata soltanto sull’emergenza.«Non basta intervenire quando il fuoco è già divampato. Servono scelte tecniche e amministrative immediate».Secondo il presidente, le istituzioni devono ridurre il rischio incendi e proteggere la popolazione. Devono inoltre tutelare la costa e il patrimonio naturale.
Le misure richieste dai geologi
L’Ordine dei Geologi della Puglia chiede un rafforzamento stabile delle attività di prevenzione.La prima misura riguarda la pianificazione territoriale nelle aree più esposte agli incendi.Le amministrazioni devono aggiornare le carte di suscettività e vulnerabilità. Questi strumenti permettono di individuare le zone più fragili.Caputo propone anche la creazione e la manutenzione di fasce parafuoco. Chiede inoltre viali tagliafuoco e aree di discontinuità vegetazionale.Questi interventi possono rallentare la propagazione delle fiamme e agevolare il lavoro dei soccorritori.Un’altra priorità riguarda il controllo costante del territorio.I tecnici devono effettuare rilievi geologici, ambientali e meteorologici. In questo modo possono individuare le aree critiche e le condizioni che favoriscono gli incendi.Il presidente chiede anche più squadre forestali e un maggiore presidio durante i periodi di massima allerta.Le istituzioni devono inoltre limitare le attività umane nelle zone vicine ai boschi durante le giornate di vento forte e siccità.Caputo ritiene indispensabile anche un coordinamento più efficace.Comuni, Regione Puglia, Protezione civile, Vigili del Fuoco, Autorità di bacino e tecnici devono operare insieme.Una gestione unitaria può ridurre i tempi di intervento e migliorare la prevenzione.
I danni continuano dopo lo spegnimento
Gli effetti di un incendio non terminano quando i soccorritori spengono le fiamme.Il fuoco distrugge la vegetazione che protegge il terreno. Il suolo resta quindi esposto alla pioggia e al dilavamento.L’acqua può trascinare terra e detriti verso valle. Questo processo favorisce l’erosione e indebolisce i versanti.Le precipitazioni intense possono inoltre provocare frane, colate di fango e allagamenti.«Ogni rogo non produce soltanto danni ambientali immediati», ha spiegato Caputo.«Gli incendi provocano anche erosione, instabilità dei versanti e perdita di suolo fertile. Nei mesi successivi aumenta anche il rischio idrogeologico».
La richiesta di un piano straordinario per il Gargano
Giovanni Caputo invita il Governo, la Regione Puglia e gli enti locali ad agire subito.Il presidente chiede un piano straordinario di prevenzione per il Gargano. Il programma dovrebbe interessare anche le altre aree pugliesi esposte agli incendi estivi.Il piano dovrebbe prevedere la manutenzione del territorio e il controllo delle zone vulnerabili.Dovrebbe includere anche il potenziamento delle infrastrutture antincendio e delle squadre operative.«Occorre investire in prevenzione e manutenzione del territorio», ha concluso Caputo.L’Ordine dei Geologi della Puglia ha confermato la disponibilità a collaborare con le istituzioni.I professionisti possono contribuire alle analisi tecniche, alle mappature del rischio e alla definizione degli interventi.L’obiettivo è proteggere il territorio prima dell’emergenza. Il Gargano non può affidare la propria sicurezza soltanto alle operazioni di spegnimento.

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