Il Gargano sotto attacco non si piega ai vigliacchi: quando l’orgoglio è più forte del fuoco

Gli incendi che fino a sabato 30 luglio hanno tenuto il promontorio del Gargano con il fiato sospeso, non raccontano la solita brutale storia di d

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Gli incendi che fino a sabato 30 luglio hanno tenuto il promontorio del Gargano con il fiato sospeso, non raccontano la solita brutale storia di devastazione e di vigliaccheria, atteso che tra i roghi che hanno cinto d’assedio Vieste, Cagnano e San Marco in Lamis – tra il vento e lo scoppiettio di boschi e pinete avvolte dalle fiamme – si è rivelata una comunità che ha risposto colpo su colpo, intrecciando terra e cielo in una catena umana di difesa e appartenenza. Il territorio è sotto attacco ma ostinatamente irriducibile e la risposta ai vigliacchi continua ad arrivare da chi, questo lembo di Puglia bello e complicato, lo difende ogni giorno e ritrova nella lotta gli incendi il senso di appartenenza e  l’orgoglio che spegne le fiamme e le paure. 

L’eroe del cielo e il nodo della prevenzione

C’è un’immagine che più di tutte ha sintetizza l’ennesima giornata di fuoco: un canadair che picchia sull’incendio, virando stretto sulle colline di Vieste: alla guida ’è Luca Vinelli, un ragazzo di San Giovanni Rotondo. Un figlio di questa terra che ha volato sopra la sua casa per strapparla alle fiamme.È l’immagine dell’orgoglio viscerale che spinge i garganici a essere sempre in prima linea, da terra e dal cielo. Tuttavia, come ha sottolineato dal consigliere regionale Napoleone Cera, il coraggio di ragazzi come Luca non può e non deve diventare l’alibi per coprire le carenze programmatiche:

“Al personale e ai volontari non si può chiedere di essere eroi per rimediare ai ritardi di chi programma. Servono prevenzione vera, mezzi adeguati e personale sufficiente: questa è la parte che spetta alla politica”

La resistenza dell’Agriturismo Coppa di Mezzo

Mentre in alto i velivoli tracciavano traiettorie d’acqua, a terra si combatteva metro su metro. All’Agriturismo Coppa di Mezzo, l’incendio — nato dall’ennesima mano criminale — è arrivato a toccare i muri, minacciando di inghiottire anni di sacrifici, storia e lavoro.“Per un soffio abbiamo rischiato di vedere tutto distrutto”, racconta con la voce ancora carica d’adrenalina il titolare, Gian Piero Villani. Ma il bilancio, questa volta, non parla di resa. Grazie all’intervento congiunto di Vigili del Fuoco, volontari, operatori Arif e piloti, la struttura è rimasta in salvo ed è tornata subito operativa.”A chi deturpa la nostra terra diciamo che non ci piegherà. Questo territorio è il nostro pane, il nostro sangue, la nostra vita. Quando avevamo perso ogni speranza, arrivano questi angeli straordinari. Vedervi lottare dall’alto e da terra ci ha riempito d’orgoglio. L’agriturismo è qui, ed è più vivo che mai”

L’abbraccio della comunità ai Vigili del Fuoco

L’altro volto della giornata è quello che si incontra lungo le strade d’accesso ai roghi, dove la fatica dei soccorritori incrocia lo sguardo dei cittadini. A raccontarlo è Pasquale Festa, un vigile del fuoco che ha vissuto l’emergenza dall’interno della cabina di un mezzo di soccorso.Mentre le sirene squarciavano l’aria per le vie di Vieste, dalla gente sui marciapiedi, dalle finestre e dai balconi non sono arrivati solo sguardi spaventati, ma gesti di composto e profondo rispetto: un pollice alzato, un saluto, una bottiglia d’acqua fresca o un panino passato di mano in mano.

 

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