È morto don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus

E' morto don Antonio Mazzi, educatore e attivista italiano, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti e fondatore della Fondazion

Zona gialla rafforzata 7 e 8 gennaio: regole, cosa cambia Domani
Green pass Italia, basterà prima dose vaccino?
IL COMANDANTE ALFA, COFONDATORE DEI GIS DEI CARABINIERI, SABATO A MANFREDONIA

Don Mazzi - RIPRODUZIONE RISERVATA

E’ morto don Antonio Mazzi, educatore e attivista italiano, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti e fondatore della Fondazione Exodus che ha confermato il decesso.Mazzi si è spento oggi all’età di 96 anni nella sua storica Casa all’interno del Parco Lambro a Milano.I funerali si svolgeranno il 3 agosto alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano i, mentre la camera ardente sarà allestita e aperta a tutti, senza formalismi, “proprio come piaceva a lui”, presso la storica sede Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano (ingresso pedonale), dove tutto è iniziato e dove ha sempre vissuto. Lo annuncia la fondazione Exodus precisando che la camera ardente sarà aperta sabato primo agosto, dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e domenica 2 agosto dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20: “Non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo” spiega Exodus. La tumulazione avverrà invece in forma strettamente privata presso l’Abbazia di Maguzzano (Bs), nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria.

Mattarella ricorda don Mazzi: ‘La sua assistenza a servizio degli ultimi’
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo cordoglio per la morte di Don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore, comunicatore che ha speso interamente la sua esistenza al servizio degli ultimi e dei fragili: emarginati, poveri, disabili, tossicodipendenti. Ha reso una testimonianza di impegno sociale e civile, vigoroso e spesso coraggioso, nella formazione dei giovani, nella creazione di ambienti e di occasioni, spesso innovative, di solidarietà e di amicizia. Alla sua comunità, ai suoi ragazzi esprimo la solidarietà e la vicinanza della Repubblica. E’ quanto si legge in una nota del Colle.La scomparsa di don Antonio Mazzi è avvenuta oggi alle ore 17.00 a Milano annuncia Exodus che ringrazia tutta l’Equipe medica, infermieri e personale specializzato del Centro Cardiologico Monzino di Milano e dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso, che nel corso degli anni lo hanno seguito. “Ci lascia un vuoto incolmabile” dice la Fondazione precisando che Don Mazzi, se ne è andato “circondato fino all’ultimo dall’affetto dei suoi ragazzi e degli educatori”. Per oltre quarant’anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus, “trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l’intera vita all’accoglienza e all’educazione”. Don Antonio Mazzi lascia un vuoto incolmabile non solo nella grande famiglia di Exodus, ma nell’intero panorama del sociale italiano. È una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, Don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un’avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la “Carovana Exodus”, diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua – ricorda Exodus – non è mai stata un’opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall’emarginazione. Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, Don Antonio Mazzi non si è limitato a fare il sacerdote: “è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile”. Anche per questo Exodus riferisce che “come desiderio di don Antonio, per chi lo desiderasse può trasformare il proprio omaggio in un aiuto concreto per i suoi ragazzi, sostenendo le comunità di accoglienza e i progetti educativi, attraverso una donazione a favore di Fondazione Exodus don Antonio Mazzi Ets, collegandosi in homepage o alla pagina dedicata del sito ufficiale Exodus”.
(www.exodus.it).

COMMENTI

WORDPRESS: 0