Venezia in Mostra a Manfredonia

Tra Manfredonia e Venezia è intercorsa, tra il XV e il XVIII secolo, una assidua frequentazione a ragione degli scambi commerciali. Il porto di Manf

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Tra Manfredonia e Venezia è intercorsa, tra il XV e il XVIII secolo, una assidua frequentazione a ragione degli scambi commerciali. Il porto di Manfredonia era uno dei principali porti dell’Adriatico meridionale, ritenuto strategico dalla Serenissima che vi mantenne un viceconsole. La sede di tale importante rappresentanza, era nel vicolo incuneato nel centro storico, vicino al porto, che la tradizione popolare chiamava “Sammarchicchio” per la presenza di una cappella ove era venerato Sam Marco, patrono di Venezia. Anche se la toponomastica cittadina lo indica come “Vicolo delle orfanelle”, nell’immaginario cittadino è rimasto quell’appellativo folcloristico.
A riportare all’attualità quella storia d’altri tempi, la mostra dedicata a Venezia da Franco Troiano, pittore, scultore, incisore milanese (di origine sipontina), celebre per il suo stile vigoroso legato alla rappresentazione della vita quotidiana, delle tradizioni popolari, e per le importanti opere pubbliche realizzate, alcune presenti anche a Manfredonia. Studi all’Accademia di Belle Arti a Roma con Renato Guttuso e Domenico Purificato, e a Milano con Francesco Messina e Dino Basaldella, docente egli stesso, ha tenuto mostre a Milano, Roma, Napoli, Foggia e Manfredonia, dove torna ad ogni estate «per riassaporare l’aria frizzantina di mare di Manfredonia».
La vernice allestita nel suo atelier sito su quel cocuzzolo al rione Croce dominato dall’antica Chiesa della Croce, presenta una serie di oli “finestre aperte sulla laguna e sui canali, sui luoghi antichi e famosi, splendidi gioielli fissati sulla tela dall’estro imperioso di Franco Troiano”, annota la critica Betty Palanca nella nota di presentazione.
Emerge una Venezia intima, segreta, lontana dai clamori dei canali e delle fondamenta affollate da turisti inebriati sì da tanta bellezza, ma poco inclini a gustare una città che racconta la sua storia straordinariamente unica. Franco Troiano che sa come andare oltre le apparenze e cogliere i palpiti intimi di una “creatura” fuori dal mondo, riesce a trasferire sulle tele emozioni, sensazioni, impressioni uniche che filtrano dritto al cuore. Un itinerario magico, tra calli, campi e ponti. Una malia continua.
I paesaggi veneziani descritti da Troiano evocano una bellezza senza tempo: la luce riflessa sull’acqua, il silenzio dei canali, le architetture sospese tra cielo e mare. L’artista invita l’osservatore a rallentare e a contemplare. Riflettere.
La scelta di Franco Troiano di dedicare a Manfredonia una mostra di paesaggi veneziani assume un significato che va oltre il semplice omaggio artistico. Venezia, infatti, non è soltanto una città da rappresentare, ma un simbolo universale di bellezza, memoria, luminosità e dialogo con il mare. Portare questi scorci nella città sipontina significa mettere in relazione due realtà adriatiche che, pur diverse, condividono una lunga storia di commerci, navigazione, di scambi culturali.
La mostra sottintende anche l’invito ai sipontini a riflettere anche sul proprio patrimonio culturale, paesaggistico, d’arte, a guardare e valutare con occhi nuovi al porto, al golfo, al castello, a Siponto, al lungomare: l’arte come specchio per riscoprire la propria identità. Un invito a valorizzare il proprio paesaggio con la stessa sensibilità con cui Venezia è stata celebrata nei secoli. Se Venezia è diventata un’icona mondiale lo si deve anche agli artisti che l’hanno raccontata, ogni città può riscoprire la propria anima attraverso lo sguardo di chi la osserva e la interpreta col filtro dell’arte.
Un appello colto dall’assessora alla cultura Maria Teresa Valente che, nel solco dell’avviata resilienza contro l’oblio del patrimonio culturale manfredoniano, nell’evidenziare la rilevanza artistica della mostra del maestro Franco Troiano, annota come «oltre che una splendida occasione di “visitare” Venezia, costituisca una armoniosa opportunità di arricchimento culturale dal punto di vista artistico, ma anche di richiami storici come ponte ideale tra due città profondamente legate al mare, alla luce, alla suggestione dei paesaggi».
La mostra è in Via Raffaele Aversa (accanto alla Chiesa della Croce), aperta fino al 2 settembre prossimo, dalle ore 18,30 alle 21,30.
Michele Apollonio

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