«Spesa sanitaria fuori controllo», la Corte dei conti bacchetta la Regione: «Deficit eccessivo, le cause non sono chiare»

La spesa fuori controllo, il boom dei costi per farmaceutica e dispositivi, la mancata predisposizione del Piano operativo triennale, il personale.

“Perdere un albero – è la nostra perdita”.
Tredici cavi di rame rubati a Foggia, lunghi oltre 100 metri. Un uomo arrestato in flagrante dalla Ps
TENSIONE ALTISSIMA SUL DESTINO DI CASA SOLLIEVO, SINDACATI LASCIANO IL TAVOLO. LO SCONTRO SUI TAGLI “SERVE OTTIMIZZARE LA GESTIONE”. SI PARLA DI UN DEBITO CHE SI AGGIREREBBE ANCORA INTORNO AI 250 MILIONI DI EURO.

«Spesa sanitaria fuori controllo», la Corte dei conti bacchetta la Regione: «Deficit eccessivo, le cause non sono chiare»

La spesa fuori controllo, il boom dei costi per farmaceutica e dispositivi, la mancata predisposizione del Piano operativo triennale, il personale. Ma anche il pasticcio sull’Ospedale covid della Fiera del Levante. Tutti dossier che la giunta Decaro ha ereditato dal suo predecessore, ma di cui ha dovuto rispondere ieri davanti alla Corte dei conti nell’udienza di pre-parifica del bilancio 2025. Un’udienza in cui sono emersi aspetti tecnici da correggere, ma anche questioni strutturali da ripensareNelle 781 pagine della bozza di relazione, i giudici della Sezione di controllo (presidente Cinzia Barisano) si soffermano soprattutto e non a caso sulla sanità. A partire dal deficit di 349 milioni, «un significativo peggioramento» rispetto agli anni precedenti, che la Regione ha giustificato con i motivi ormai noti e su cui ieri ha dovuto fornire ulteriori chiarimenti perché, secondo i giudici, «le stesse [ragioni] non appaiono determinati ai fini del peggioramento del risultato rispetto all’esercizio 2024, né idonee a giustificare l’entità dello scostamento rilevato».Un punto nodale è l’aumento di 157 milioni di euro per la spesa del personale, di cui 97 milioni derivanti da circa 3.900 nuove assunzioni e il resto come conseguenza degli aumenti contrattuali. Poi, appunto l’aumento della spesa per i farmaci, quella per l’acquisto dei dispositivi, e ancora l’effetto di alcuni accantonamenti per rischi e per le quote inutilizzate di fondi vincolati. Tutti aspetti su cui i giudici contabili hanno chiesto chiarimenti, in particolare per capire se il disavanzo 2025 sia derivato dagli oneri di competenza dell’anno oppure dal pagamento di arretrati e da mancati accantonamenti degli anni precedenti. In più c’è il tema del Piano di rientro, avviato nel 2018, su cui la Regione (gestione Emiliano) è inadempiente: dal 2024 non consegna al ministero il Piano operativo triennale nonostante le numerose sollecitazioni, e a marzo sono state avanzate contestazioni sulla bozza. E per questo la Corte ha chiesto di sapere a che punto è il lavoro, e quali sono le misure messe in atto per ridurre la spesa corrente.

COMMENTI

WORDPRESS: 0