C’è tempo fino al 30 settembre per adeguarsi alla nuova normativa regionale sulle locazioni turistiche. Entro quella data, chi affitta un immobile p

C’è tempo fino al 30 settembre per adeguarsi alla nuova normativa regionale sulle locazioni turistiche. Entro quella data, chi affitta un immobile per finalità turistiche dovrà essere in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge. Ma il rischio è che molti proprietari non riescano a rispettare la scadenza. Secondo le associazioni di categoria, almeno un host su tre potrebbe rimanere fuori dalle nuove regole.Le maggiori difficoltà riguardano gli immobili che negli ultimi anni sono stati trasformati in alloggi turistici, come i bassi della città vecchia o gli ex locali commerciali. Proprio queste strutture, spesso prive della documentazione necessaria, rischiano di non ottenere le autorizzazioni richieste.La legge regionale, approvata dal Consiglio il 29 settembre dello scorso anno, introduce infatti l’obbligo, anche per chi svolge l’attività in forma non imprenditoriale, di presentare la Cia, la Comunicazione di inizio attività. La norma ha effetto retroattivo e si applica anche agli immobili destinati alle locazioni brevi prima dell’entrata in vigore della legge, nel settembre 2025.Il nodo principale riguarda il certificato di abitabilità. Per ottenere la Cia è infatti necessario dimostrare che l’immobile ne sia provvisto. Un requisito tutt’altro che scontato, soprattutto per gli edifici costruiti prima del 1967, quando il certificato non era ancora obbligatorio. A Bari, le attività di locazione turistica avviate prima del settembre 2025 sono oltre 2.800. «Almeno il 30% rischia di non essere in regola», spiega Ciro La Penna, componente del direttivo dell’Associazione Extralberghiero Bari.Per ottenere l’abitabilità l’immobile deve rispettare una serie di requisiti tecnici. Gli impianti elettrici e idraulici devono essere a norma e, nel caso di appartamenti inseriti in condomini, anche le parti comuni devono risultare conformi. «In queste situazioni – sottolinea La Penna – i tempi per reperire tutta la documentazione si allungano inevitabilmente».Non solo. L’abitabilità presuppone anche il rispetto delle condizioni di agibilità: gli ambienti devono avere adeguati rapporti aeroilluminanti, il bagno non può affacciarsi direttamente sulla camera da letto senza un disimpegno e gli spazi devono essere conformi ai parametri urbanistici e igienico-sanitari. Proprio questi requisiti rappresentano l’ostacolo maggiore per molti immobili ricavati in locali al piano terra, che negli ultimi anni sono stati convertiti in strutture ricettive.A complicare ulteriormente la situazione sono i tempi della burocrazia. Prima di avviare le pratiche è necessario ricostruire la situazione urbanistica dell’immobile attraverso una richiesta di accesso agli atti al settore Urbanistica del Comune. Un iter che può richiedere settimane, se non mesi.«Molti proprietari si sono mossi con forte ritardo e non è affatto scontato che riescano a completare tutte le procedure entro il 30 settembre», osserva Giovanna Castrovilli, presidente di Aetb Confcommercio Bari-Bat.Dal primo ottobre scatteranno i controlli per verificare il rispetto della normativa. Chi non sarà in regola rischia di non poter più esercitare l’attività di locazione turistica.


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