Lavoro vietato all’aperto nelle ore più calde: in Puglia controlli regolari

In Puglia, la normativa sul lavoro all'aperto durante le ore più calde è regolata da un'ordinanza regionale (come la n. 321), valida durante il pe

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Puglia, Decaro firma ordinanza contro il caldo estremo: stop al lavoro  nelle ore più a rischio - Gazzetta del Mezzogiorno

In Puglia, la normativa sul lavoro all’aperto durante le ore più calde è regolata da un’ordinanza regionale (come la n. 321), valida durante il periodo estivo e con efficacia fino al 15 settembre. Il provvedimento nasce per contrastare i rischi da stress termico e colpi di calore, fissando indicazioni precise per i datori di lavoro: 1. Come funziona il divieto Orario critico: Il divieto riguarda la fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00. Condizione di attivazione: Lo stop alle attività non scatta a prescindere, ma nei giorni in cui il portale ufficiale Worklimate indica un livello di rischio “ALTO” per la specifica area geografica. Settori coinvolti: Principalmente agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e stradali, cave, logistica outdoor, oltre a serre o ambienti privi di adeguata ventilazione. 2. Obblighi delle aziende e sanzioni I datori di lavoro sono tenuti a: Monitorare il sito: Consultare quotidianamente la mappa di rischio su worklimate.it a partire dalle ore 12:00. Rimodulare le attività: Modificare i turni (es. anticipando la partenza al mattino presto), allestire zone d’ombra, garantire acqua e programmare pause traspiranti. Tutelare i soggetti fragili: Riservare particolare attenzione a lavoratori anziani, con patologie croniche o fragilità linguistiche/sociali.Sanzioni: La mancata osservanza del dispositivo comporta l’applicazione dell’articolo 650 del Codice Penale (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità), con l’eventuale aggravamento dei reati in caso di infortuni o lesioni gravi. 3. Controlli sul territorioI controlli e la vigilanza ispettiva sono demandati ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPESAL delle ASL), all’Ispettorato del Lavoro e alle forze dell’ordine per verificare sia l’effettiva sospensione delle attività nelle giornate da bollino rosso, sia la messa a disposizione dei presidi di protezione e di zone d’ombra per i lavoratori.

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