Le ondate di calore non possono più essere considerate eventi eccezionali, ma devono essere affrontate come un’emergenza strutturale legata ai cam

Le ondate di calore non possono più essere considerate eventi eccezionali, ma devono essere affrontate come un’emergenza strutturale legata ai cambiamenti climatici. È il messaggio lanciato dal Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), che chiede al Governo un cambio di passo e presenta un pacchetto di dieci proposte per rendere il Paese più preparato di fronte a fenomeni destinati a diventare sempre più frequenti.Secondo il presidente del Coordinamento FREE, Attilio Piattelli, l’Italia sconta un forte ritardo rispetto ad altri Paesi europei. «A differenza della Francia, che dal 2011 aggiorna periodicamente i propri piani nazionali di adattamento al clima, l’Italia è arrivata tardi all’approvazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e non dispone ancora di una legge climatica organica che renda vincolanti obiettivi e strategie».Tra le priorità indicate figura il riconoscimento del caldo estremo come emergenza climatica permanente, con un’integrazione tra il Piano nazionale di adattamento, il Piano caldo e il sistema di Protezione civile. Il Coordinamento propone inoltre l’approvazione di una legge climatica nazionale che introduca obblighi di pianificazione per Stato, Regioni e Comuni, trasformando il Piano nazionale di adattamento da documento programmatico a strumento operativo con obiettivi misurabili.Le proposte comprendono anche un nuovo Piano nazionale gestione ondate di calore, che coinvolga non solo il settore sanitario ma anche lavoro, edilizia, scuola, trasporti, residenze per anziani e servizi essenziali, oltre all’istituzione di una cabina di regia nazionale dedicata al coordinamento delle politiche sul rapporto tra caldo e salute.Particolare attenzione viene riservata alle categorie più vulnerabili, come anziani, malati cronici, persone sole, lavoratori esposti e residenti nelle aree urbane più calde. Per il Coordinamento è necessario sviluppare programmi specifici per migliorare la qualità termica degli edifici, riqualificare le abitazioni pubbliche, rendere scuole e ospedali più resilienti e aumentare la presenza di aree verdi, superfici permeabili e rifugi climatici nelle città.Tra le richieste figurano anche nuove norme per la tutela dei lavoratori durante le giornate di caldo estremo, con la possibilità di rimodulare o sospendere le attività in presenza di determinate soglie di rischio, e una strategia che affianchi le politiche di adattamento alla progressiva decarbonizzazione dell’economia, attraverso la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e l’innalzamento degli obiettivi nazionali sulle energie rinnovabili.Per il Coordinamento FREE, solo una pianificazione strutturale e una governance unitaria potranno consentire all’Italia di affrontare efficacemente gli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.

COMMENTI