La recrudescenza del conflitto nel Golfo persico e il continuo calo delle scorte di petrolio e prodotti hanno fatto balzare le quotazioni di benzi

La recrudescenza del conflitto nel Golfo persico e il continuo calo delle scorte di petrolio e prodotti hanno fatto balzare le quotazioni di benzina e gasolio a inizio settimana. Completamente vanificati i cali registrati tra giovedì e venerdì scorsi: la quotazione della benzina è salita dell’equivalente di due centesimi e mezzo, quella del gasolio di oltre sei. Il Brent è schizzato del 10%, ben al di sopra degli 80 dollari. E così i prezzi dei carburanti alla pompa continuano la loro corsa, al massimo da metà giugno: benzina verso 1,89 euro, gasolio a un passo dai due euro al litro, con dieci regioni già al di sopra della soglia, in media self service (Basilicata, Bolzano, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trento, Valle d’Aosta). Oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,885 euro-litro per la benzina (+6 millesimi rispetto a ieri), 1,997 euro-litro per il gasolio (+8), 0,750 euro-litro per il Gpl (-1) e 1,555 euro-kg per il metano (+1). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,973 euro-litro per la benzina (+4), 2,070 euro-litro per il gasolio (+5), 0,883 euro-litro per il Gpl (invariato) e 1,587 euro-kg per il metano (+5). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. Per Q8 si registra un rialzo di due centesimi sulla benzina e di sei sul gasolio. Per Tamoil +1 cent sul diesel.


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