L'ultimo Rapporto sull'Economia del Mare presentato nei giorni scorsi da UnionCamere conferma che la Blue Economy rappresenta uno dei principali m

L’ultimo Rapporto sull’Economia del Mare presentato nei giorni scorsi da UnionCamere conferma che la Blue Economy rappresenta uno dei principali motori di crescita del Paese. Non riguarda soltanto le attività direttamente legate al mare, ma un sistema produttivo trasversale che coinvolge turismo, logistica, cantieristica, servizi, manifattura, design, commercio e filiere dell’entroterra. Nel 2024 l’economia del mare ha generato 78,9 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, pari al 4% del totale nazionale, ma il suo impatto complessivo raggiunge 224,9 miliardi di euro (11,4% del valore aggiunto nazionale) grazie a un moltiplicatore di 1,8: ogni euro prodotto dalla Blue Economy ne attiva altri 1,8 nel resto dell’economia. Tra i comparti con il maggiore effetto moltiplicativo spiccano il trasporto marittimo di merci e passeggeri, con un moltiplicatore di 2,7 e la cantieristica, con un moltiplicatore di 2,4.“La geografia della Blue Economy evidenzia il ruolo centrale del Mezzogiorno, che concentra il 34,2% del valore aggiunto nazionale del Sistema Mare con il 39,9% dell’occupazione del comparto – osserva il Presidente di Confindustria Foggia, il dottor Potito Salatto – La Puglia contribuisce con il 5,2% del valore aggiunto della Blue Economy italiana, confermandosi tra le regioni protagoniste. Per il territorio di Capitanata la Blue Economy non coincide soltanto con il turismo balneare, ma comprende un insieme di attività economiche già presenti e con ampi margini di sviluppo tra le quali la portualità turistica con i servizi ai diportisti; la logistica e i trasporti; l’economia della nautica; il design e la realizzazione di interni per imbarcazioni; la marecoltura e l’acquacoltura con gli allevamenti di spigole nel mare di Mattinata e tutti i servizi collegati agli eventi, al wedding e all’ospitalità. Il Gargano rappresenta un patrimonio naturale ed economico che alimenta una filiera ampia, capace di coinvolgere imprese anche lontane dalla costa”.
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Si tratta per la provincia di Foggia di un tessuto imprenditoriale importante e consolidato. Tra le realtà che testimoniano la vitalità della Blue Economy dentro la famiglia di Confindustria figurano operatori del turismo e dell’accoglienza di primo piano, della portualità e dei servizi nautici, tra cui Pugnochiuso, Gattarella, Hotel Baia delle Zagare, Hotel Maiorano, Tenuta Santa Lucia, Locanda del Carrubo, Villa Scapone, Alba del Gargano, il porto turistico di Mattinata, le imprese del noleggio gommoni e dei servizi balneari, le aziende della marecoltura e della filiera ittica e le imprese specializzate nella progettazione e realizzazione di interni per natanti.Il Rapporto evidenzia anche come la Blue Economy rappresenti un’importante opportunità per i giovani imprenditori: nel 2025 le imprese guidate da under 35 sono oltre 20.900, pari all’8,2% del totale delle imprese del Sistema Mare, un’incidenza in linea con quella dell’intero sistema produttivo nazionale. «La Blue Economy deve essere considerata una strategia di sviluppo territoriale e non un settore limitato alle attività marittime. Per la provincia di Foggia significa valorizzare il Gargano, rafforzare la competitività delle imprese creando un ecosistema capace di generare valore anche nelle aree interne», conclude il Presidente.



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