Ennessima cerimonia di consegna dei labori SS89

Fosse che fosse la volta buona. Il famoso ritornello di Nino Manfredi tante volte invocato nei suoi sketch nelle vesti di un barista di Ceccano, s

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Fosse che fosse la volta buona. Il famoso ritornello di Nino Manfredi tante volte invocato nei suoi sketch nelle vesti di un barista di Ceccano, si adatta perfettamente al caso della SS89 Foggia-Manfredonia, e più in particolare al tratto aeroporto Amendola-Manfredonia comprendendo le variazioni per la basilica di San Leonardo. Qualche giorno fa è stato dato, con grande pompa, l’annuncio dell’inizio dei lavori di ammodernamento di quella arteria teatro di una serie infinita di incidenti, molti dei quali mortali. L’ultimo di una lunga serie di annunci nessuno dei quali andati a buon fine, come da queste pagine, ma anche su altre, abbiamo dato riscontro. In maniera entusiasmante in corrispondenza dell’annuncio; rappresentando la delusione e la preoccupazione della gente allorquando quei proclami sono finiti nel nulla.
Una vicenda andata avanti, si fa per dire, tra annunci e conseguenziali revoche, per 19 (diciannove) anni. Era il 2007 quando l’allora ministro alle infrastrutture e trasporti Mattioli, annunciava che l’Anas aveva predisposto il progetto definitivo per l’ammodernamento della statale 89 Garganica nel tratto Amendola-Manfredonia per una spesa di sessanta milioni di euro. Ci fu anche l’avviso di inizio del procedimento. Una buona notizia cui ne è però seguita un’altra che faceva sapere che non c’era la necessaria copertura finanziaria eppertanto la realizzazione dell’opera veniva messa in conto all’esercizio finanziario del 2009. Che è ovviamente saltato.
Clamoroso la notifica del 2021. «Il progetto per un investimento di circa 68milioni di euro, prevede l’allargamento della sede stradale, il posizionamento di uno spartitraffico continuo, un nuovo ponte sul Candelaro, una variante stradale per consentire l’accesso all’abbazia di San Leonardo nonché una serie di accorgimenti finalizzati alla più razionale fruizione dell’area. I lavori dovrebbero partire agli inizi dell’anno prossimo e protrarsi per due anni». I lavori annunciati per il 2022 non sono mai iniziati.
Una “storiella” ripetuta invariabilmente: ogni puntata contrassegnata dall’annuncio di inizio dei lavori e dalla conseguente smentita. Ogni volta con maggiori dettagli. Anche di fotografie del cantiere impiantato (le diffuse l’on. Antonio Tasso) e poi regolarmente rimosso. E intanto gli incidenti si accumulavano.
Siamo al 2026 e il ritornello si ripete. A guardare la fotografia dei tanti accorsi al capezzale del progetto, c’è da ritenere, sperare, che questa “Fosse che fosse la volta buona”. Tra i “garanti” dell’opera, il sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti Tullio Ferrante, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Piemontese, l’on Giandiego Gatta, il responsabile della struttura territoriale ANAS Francesco Ruocco, lo stesso sindaco Domenico La Marca.
Un parterre prestigioso anche se viene voglia di fare, dati i precedenti, come l’apostolo Tommaso con Gesù. La prova provata che le opere previste hanno corrispondenza con le tante dichiarazioni perentorie di questa vigilia, è infatti rinviata a settembre: data annunciata dell’inizio dei lavori che si protrarranno per tre anni. Ma è stato detto che le operazioni preliminari all’apertura del cantiere inizieranno per le prossime settimane.
L’opera fa parte dei progetti commissariati nazionali, le risorse sono a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, per 180 milioni di euro (tre volte il budget iniziale). Il progetto prevede l’ammodernamento di circa 14 chilometri della statale 89 Foggia-Manfredonia, tra l’aeroporto di Amendola e Manfredonia. Tra le principali novità evidenziate quelle della separazione delle corsie di marcia tramite uno spartitraffico centrale e la riorganizzazione degli incroci con svincolo funzionali, comprese le complanari per l’accesso in sicurezza all’Abbazia di San Leonardo, migliorando radicalmente l’accessibilità e separando il traffico locale da quello di scorrimento.
A questo punto non rimane che aspettare gli eventi con le dita incrociate, accompagnati dall’augurio che finalmente alle parole seguano i fatti.
Michele Apollonio

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