Vieste, omicidio Scirpoli: ecco chi era «il Musulin», 35enne ucciso a colpi di fucile

Antonello Scirpoli, 35 anni, era conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di «Musulin»: la sua morte riaccende prepotentemente i fari

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Vieste, colpi di fucile mentre è in sella a uno scooter: ucciso Antonello  Scirpoli - la Repubblica

Antonello Scirpoli, 35 anni, era conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di «Musulin»: la sua morte riaccende prepotentemente i fari sulla criminalità organizzata del Gargano. L’uomo è stato assassinato nella tarda serata del 3 luglio in località Defensola, nelle campagne di Vieste, mentre viaggiava a bordo di uno scooter. Un’esecuzione compiuta con colpi di fucile che, per modalità e contesto, è letta dagli investigatori come un possibile agguato di matrice mafiosa.D’altra parte, Scirpoli era un nome già noto alle forze dell’ordine e alla Dda di Bari. Negli ultimi anni era finito al centro di importanti indagini sulla criminalità viestana, per il probabile sostegno alla latitanza di Gianluigi Troiano, detto «U’ Minorenne», esponente del gruppo criminale riconducibile a Marco Raduano: oggi sono entrambi collaboratori di giustizia. Il 16 dicembre 2022 i carabinieri eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti diScirpoli e di Luciano Calabrese, noto come «Cupptiell», imparentato con la famiglia Moretti e ritenuto vicino agli ambienti della Società foggiana. Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, i due avrebbero garantito a Gianluigi Troiano, allora ricercato dopo l’evasione dagli arresti domiciliari avvenuta nel dicembre 2021, appoggi logistici, ospitalità, denaro, mezzi di trasporto e coperture per consentirgli di sottrarsi alle ricerche. Per gli inquirenti quel sostegno contribuiva ad agevolare il clan facente capo a Marco Raduano, uno dei gruppi mafiosi dominanti sul territorio di Vieste.
La figura di Scirpoli emerge anche nelle dichiarazioni rese nel 2025 dal collaboratore di giustizia Matteo Pettinicchio, ex esponente di primo piano del clan Li Bergolis-Miucci: in particolare, svelò di aver condiviso con Scirpoli prima un periodo di detenzione a Foggia e successivamente quello nel carcere di Benevento. Secondo il pentito, fu proprio Scirpoli a riferirgli numerose informazioni sugli equilibri criminali di Vieste, sui rapporti interni al gruppo di Marco Raduano e sulla latitanza di Gianluigi Troiano, soprattutto del periodo trascorso a Foggia durante la sua fuga e i rapporti con altri esponenti della criminalità organizzata.Il nome di Scirpoli compare anche nella corrispondenza sequestrata agli investigatori durante la detenzione di Matteo Pettinicchio che in una lettera indirizzata a Enzo Miucci (boss reggente dell’omonimo clan garganico detenuto a Palermo) racconta di aver ricevuto conferme «da uno di Vieste» appena arrestato (e identificato proprio in Antonello Scirpoli), sui mutati equilibri criminali all’esterno del carcere.L’uccisione diScirpoli si inserisce in un contesto criminale che negli ultimi anni è profondamente cambiato: da un lato la scelta di collaborare con la giustizia di figure di primo piano come Marco Raduano e Gianluigi Troiano, dall’altro le dichiarazioni di collaboratori provenienti dal fronte opposto, come Matteo Pettinicchio, hanno consentito agli investigatori di ricostruire molti degli equilibri interni alle organizzazioni mafiose del Gargano. L’omicidio di «Musulin» rappresenta ora un nuovo capitolo da aqpprofondire.

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