Partono oggi anche in Puglia e in Basilicata i saldi estivi, un appuntamento ancora molto atteso da consumatori e commercianti, nonostante un merc

Partono oggi anche in Puglia e in Basilicata i saldi estivi, un appuntamento ancora molto atteso da consumatori e commercianti, nonostante un mercato sempre più caratterizzato da promozioni distribuite durante tutto l’anno.L’avvio delle vendite di fine stagione interessa quasi tutta Italia, con la sola eccezione della Provincia autonoma di Bolzano, dove inizieranno il 16 luglio. Secondo l’Unione nazionale consumatori gli sconti saranno in linea con quelli di gennaio, con ribassi medi del 18,4% tra abbigliamento e calzature. Per l’associazione dei consumatori è inoltre importante ricordare che il diritto di recesso entro 14 giorni resta valido per gli acquisti online, mentre non è previsto per quelli effettuati nei negozi fisici, salvo diversa scelta del commerciante.Per il commercio pugliese i saldi rappresentano un’occasione importante per sostenere i consumi e recuperare liquidità. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia italiana spenderà mediamente 201 euro, pari a circa 91 euro pro capite, per un giro d’affari complessivo di 3,2 miliardi di euro. «I saldi rimangono un’opportunità importante per i consumatori e per i commercianti, ma oggi si inseriscono in un mercato profondamente cambiato. Nel corso dell’anno i negozi di vicinato propongono già numerose iniziative promozionali e campagne di fidelizzazione. Le vendite di fine stagione conservano però un valore particolare perché consentono ai clienti di acquistare prodotti di qualità a prezzi convenienti e ai commercianti di recuperare liquidità e rinnovare le collezioni», sottolinea il presidente di Confcommercio Puglia, Vito D’Ingeo.Sulla data di avvio dei saldi, D’Ingeo invita a rispettare le regole fissate a livello nazionale: «Si può discutere sul periodo, ma è una decisione assunta a livello nazionale e va rispettata. I saldi non possono essere considerati un antidoto all’e-commerce, ma il commercio di vicinato continua a offrire un valore aggiunto: la possibilità di vedere, toccare e provare il prodotto, ricevere una consulenza qualificata e instaurare un rapporto di fiducia con il commerciante».A soffrire maggiormente resta il comparto della moda. «Calzature e abbigliamento continuano a essere i settori più in difficoltà. Pesano l’aumento dei costi, il progressivo allungamento delle stagioni e la concorrenza sempre più forte di grandi catene e negozi monomarca. È uno scenario che rende ancora più complesso il lavoro dei negozi di vicinato, chiamati a competere puntando sulla qualità, sul servizio e sul rapporto di fiducia con il cliente», conclude D’Ingeo.Confcommercio ricorda infine ai consumatori alcune regole: i prodotti in saldo devono essere stagionali, i pagamenti elettronici devono essere sempre accettati e il cartellino deve riportare il prezzo originario, quello più basso praticato nei 30 giorni precedenti, la percentuale di sconto e il prezzo finale. L’associazione rinnova inoltre l’invito a scegliere i negozi di vicinato, considerati un presidio economico e sociale fondamentale per le città, soprattutto in una fase in cui il commercio locale continua a confrontarsi con margini ridotti e consumi ancora incerti.
FEDERCONSUMATORI BASILICATA: SEGUITE I CONSIGLI E NON AGITE D’IMPULSO
L’appello di Federconsumatori Basilicata, in vista dell’imminente inizio dei saldi estivi (in Basilicata prendono il via il 4 luglio e si concludono l’1 settembre), è di ponderare gli acquisti cercando di non agire d’impulso.
In una nota, l’associazione ricorda le regole principali e il suo presidente, Michele Catalano, dice: «Il primo passo è verificare i prezzi prima dei saldi e soprattutto occorre ragionare sui bisogni reali, evitando l’illusione dell’affare». Federconsumatori ricorda che «i saldi riguardano capi di stagione: diffidare di sconti troppo elevati sin dal primo giorno». La normativa regionale e il Codice del Consumo stabiliscono l’obbligo di indicare prezzo originario (il più basso degli ultimi 30 giorni), percentuale di sconto e prezzo finale, oltre al divieto di vendite promozionali nei 15 giorni precedenti.
«Attenzione ai prezzi, ai capi realmente di stagione, alla possibilità di cambio, obbligatoria solo in caso di difetto, ai pagamenti elettronici sempre ammessi e al diritto di recesso di 14 giorni per gli acquisti online. Per eventuali problemi ci si può rivolgere alla Polizia Locale, alle associazioni dei consumatori o alla Guardia di Finanza», è il monito dell’associazione che chiede di «preferire i negozi fisici, che significa evitare truffe online e sostenere l’economia locale».


COMMENTI