Un vero e proprio "precipitoso abbandono di massa". Non usa giri di parole Mario Balzanelli, Presidente Nazionale della Società Italiana Sistema 1

Un vero e proprio “precipitoso abbandono di massa”. Non usa giri di parole Mario Balzanelli, Presidente Nazionale della Società Italiana Sistema 118 (SIS 118), per descrivere la drammatica emorragia di camici bianchi che sta progressivamente svuotando il servizio di emergenza-urgenza territoriale in Puglia.I dati sul campo delineano i contorni di un’emergenza strutturale che rischia di lasciare i cittadini senza il primo, fondamentale scudo salvavita. Nelle province pugliesi le piante organiche dei medici sono ridotte al lumicino: una carenza cronica che costringe il personale rimasto a turni massacranti per garantire la copertura del servizio h24 nelle postazioni territoriali. Ma la corda, avvertono i sindacati, è ormai tesa oltre il punto di rottura.
Le cause del malessere: turni di massa e stipendi al palo
Alla base della fuga dei medici dal 118 non c’è solo una scelta di carriera, ma una condizione di lavoro diventata insostenibile. Balzanelli punta il dito contro una netta e marcata sproporzione tra l’importanza istituzionale del ruolo e il trattamento economico e normativo riservato a questi professionisti.«Ci troviamo di fronte a profili remunerativi di un’esiguità sconcertante in rapporto ad altri contesti lavorativi», spiega il presidente della SIS 118. «I medici del 118 operano in scenari spesso ostili, in condizioni oggettive di alto rischio ambientale e biologico, correndo incessantemente 365 giorni all’anno, di giorno e di notte. Eppure sono sottopagati e poco considerati».A gravare sulla categoria è anche il peso psicofisico accumulato in anni di sotto-organico, con una qualità della vita privata quasi azzerata da ritmi di lavoro estenuanti.
L’ombra della violenza: la richiesta delle body cam
Ad aggravare il quadro interviene il fenomeno, purtroppo sempre più frequente, delle aggressioni ai danni del personale sanitario. Chi sale a bordo delle ambulanze si trova regolarmente esposto alla frustrazione e alla rabbia degli utenti, spesso esasperate dalle lunghe attese o, paradossalmente, dalla stessa mancanza cronica del medico a bordo.Proprio a fronte dell’escalation di violenze registrate sul territorio, come i recenti casi nella provincia di Taranto e nel foggiano, Balzanelli ha avanzato richieste concrete di protezione, sollecitando i direttori generali delle ASL all’acquisto di body cam per tutti gli operatori del SET 118, da utilizzare come strumento di deterrenza e tutela legale.
Le richieste: un accordo ponte e tutele strutturali
La soluzione non può più attendere e la palla passa inevitabilmente alla Regione Puglia e all’Assessorato alla Sanità. Anche i vertici dell’Ordine dei Medici (OMCeO) hanno rimarcato come la sottoscrizione del nuovo accordo regionale per la medicina d’emergenza territoriale sia ormai inderogabile.Per fermare la fuga e rendere nuovamente attrattivo il 118 servono risposte immediate su tre fronti:Valorizzazione economica: Riconoscimento di indennità di rischio adeguate e una netta revisione al rialzo dei compensi orari.Inquadramento contrattuale: Garanzie di stabilità e il completamento della transizione verso la dipendenza per i medici storici del servizio.Sicurezza sul posto di lavoro: Presidi di controllo e una reale applicazione delle norme a tutela dei sanitari in prima linea.Il rischio, se la politica non interverrà con scelte rapide e coraggiose, è una demedicalizzazione forzata delle ambulanze. Un vicolo cieco in cui a pagare il prezzo più alto saranno, ancora una volta, i cittadini pugliesi.Per comprendere a fondo la gravità delle aggressioni subite dal personale e l’appello urgente rivolto alle istituzioni per non lasciare le ambulanze senza medici, è possibile visionare la dichiarazione del presidente SIS118 nel servizio video sull’allarme lanciato da Balzanelli per gli assalti al personale sanitario.


COMMENTI