Saldi ai nastri di partenza, occhio alle regole

''Partono il 4 luglio 2026 i saldi in Puglia ma attenzione alle regole e alle modalità commerciali previste dalla legge''. Così Emilio Di Conza, p

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”Partono il 4 luglio 2026 i saldi in Puglia ma attenzione alle regole e alle modalità commerciali previste dalla legge”. Così Emilio Di Conza, presidente dell’Adiconsum Puglia (Associazione consumatori della Cisl) sull’avvio degli acquisti legati al consueto periodo degli sconti. “Si prevede che circa il 35% delle famiglie utilizzerà il periodo dei saldi per acquisti rimandati e di capi più costosi”, continua l’organizzazione. “Il 45% non li utilizzerà per motivi economici o perché preoccupato dei costi energetici della propria abitazione per il rincaro delle utenze di luce e gas. Il 20% delle famiglie preferisce utilizzare le proprie risorse economiche per le vacanze che per lo più saranno brevi. Dei cittadini che utilizzeranno i saldi per gli acquisti, il 25% è preoccupato dei ‘falsi saldi’ e chiede un maggiore controllo degli organi preposti – osserva Di Conza – inoltre il 75% dei cittadini giovani, 18-35 anni, si fida solo dei negozi di determinati marchi e di merce conosciuta per qualità e prezzo e ricorre molto spesso agli acquisti online”.Si prevede che la spesa media per famiglia sarà di 180 euro, mentre quella pro capite non supererà i 100 euro. ”Come di consueto saranno saldi molto apprezzati, ma occorre evitare di acquistare prodotti non indispensabili, contraffatti, scadenti e potenzialmente pericolosi per la propria salute e sicurezza – sottolinea Di Conza – ma soprattutto attenersi a poche, indispensabili, regole: la verifica dei prezzi almeno una settimana prima dell’inizio ufficiale dei saldi; attenzione ai saldi con percentuali troppo elevate; diffidare degli importi scritti col pennarello senza indicazione del prezzo originale; se il negoziante non permette di provare i capi, acquistare solo se sicuro della scelta. La possibilità di provare i capi, infatti – continua Di Conza – è a discrezione del commerciante e il consumatore non ha alcun diritto in merito; in caso di acquisto per un regalo, prendere accordi con il commerciante. Egli ha infatti l’obbligo di cambiare la merce solo nel caso sia difettosa. Il cambio per altri motivi è a discrezione del venditore”. L’Adiconsum ribadisce che, se il negoziante non vuole cambiare il capo difettoso o se non vuole acconsentire all’uso di bancomat o carta di credito, asserendo che in periodo di saldi non è tenuto ad accettarli, bisogna “segnalare il comportamento alla polizia municipale e alla sede territoriale Adiconsum più vicina”.

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