L'Asl Foggia interviene e fa chiarezza sull'accorpamento che interesserà i reparti di Chirurgia e Cardiologia del Presidio Ospedaliero ‘San Camill

L’Asl Foggia interviene e fa chiarezza sull’accorpamento che interesserà i reparti di Chirurgia e Cardiologia del Presidio Ospedaliero ‘San Camillo de Lellis’ di Manfredonia per rassicurare cittadini e operatori sulla piena continuità dell’assistenza.“L’accorpamento dei reparti costituisce una misura esclusivamente temporanea, adottata dalla Direzione Medica del Presidio, d’intesa con la Direzione Strategica aziendale, per consentire lo svolgimento in sicurezza dei lavori di adeguamento antisismico del corpo C della struttura”, spiegano. L’intervento rientra nel più ampio programma di riqualificazione del patrimonio edilizio sanitario di Asl Foggia, finanziato complessivamente con 11 milioni e 650 mila euro del Fondo Complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).Le risorse sono destinate a rendere la struttura più moderna, sicura e funzionale, nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza per pazienti e operatori. “Per consentire l’esecuzione dei lavori, quindi, è stato disposto il trasferimento temporaneo delle degenze ordinarie della Struttura Semplice Dipartimentale di Cardiologia, con i 12 posti letto autorizzati dal vigente Piano regionale, negli spazi della Struttura Complessa di Chirurgia Generale. Si tratta di una soluzione organizzativa limitata alla durata del cantiere e finalizzata esclusivamente a garantire la prosecuzione delle attività assistenziali senza interruzioni”, precisano.“La riorganizzazione non comporta alcuna riduzione delle attività sanitarie, dei posti letto autorizzati e delle prestazioni erogate. Le attività di Cardiologia e Chirurgia proseguono regolarmente, così come le consulenze specialistiche, i ricoveri e i percorsi assistenziali, nel rispetto degli standard qualitativi e di sicurezza previsti. Pertanto è priva di fondamento, qualsiasi interpretazione che riconduce questa riorganizzazione a un ridimensionamento del Presidio Ospedaliero ‘San Camillo de Lellis’ o alla soppressione di reparti”, concludono.

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