E' stata presentata nella mattinata di oggi, 30 giugno, la ventiduesima edizione di FestambienteSud, che quest'anno si svolgerà dal 10 luglio al 3

E’ stata presentata nella mattinata di oggi, 30 giugno, la ventiduesima edizione di FestambienteSud, che quest’anno si svolgerà dal 10 luglio al 3 agosto, tra Valle d’Itria e Gargano sotto il titolo ‘Out of Africa “Deserto, oasi e carovane” ai confini del clima”.“Il tema ‘Deserto, oasi e carovane ai confini del clima’ richiama diversi problemi di carattere ambientale – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento -, ma nello stesso tempo fa riflettere sul fatto che alla desertificazione ambientale si associa la desertificazione dei rapporti sociali, perché spesso più le condizioni di vita diventano difficili ed estreme più si tende a diventare egoisti preoccupandosi solo di sopravvivere. Ma quando si disegnano insieme strategie per la resilienza delle comunità e la salvaguardia del patrimonio naturale, si torna uniti in quelle ‘oasi’ con acqua, ombra e cibo in cui ripararsi, creare legami, aiutare e farsi aiutare. In un mondo sempre più multiculturale, noi occidentali dobbiamo guardare con rispetto e senso di accoglienza alle popolazioni del Sud del mondo che hanno tanto da insegnarci. E questo Festival ci farà arrivare i loro messaggi e i loro valori”.“FestambienteSud è una realtà consolidata nel sistema culturale del Sud Italia. L’evento è cresciuto molto, ha riunito idee, azioni, tradizioni e popoli intorno al concetto di ambiente utilizzando il linguaggio delle arti, dimostrando che tutto fa parte di un sistema più grande e interconnesso, che nasce e cresce grazie alle solide basi radicate nel territorio. Il territorio non è soltanto la “terra”, ma anche tutto ciò che viene da essa, basta soltanto saper leggere i suoi messaggi, saperli decifrare e tradurli in modo tale che siano fruibili a tutti. Oggi è irrinunciabile imparare dagli altri e dal passato, un nuovo equilibrio tra natura e uomo, per traghettarci verso un futuro più green. Oggi la Puglia ha bisogno di ritrovare lo stretto legame con il territorio, per poter tornare a crescere in maniera sostenibile e nel rispetto dei luoghi e dei suoi abitanti, penso a Brindisi, a Taranto, a Lecce, a Foggia, alla Bat e Bari, i cui territori presentano problemi complessi, ma spesso sono luoghi in cui le comunità si attivano per trovare soluzioni per la sostenibilità. A volte è sufficiente sapersi mettere in ascolto”, le parole di Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia.
Centinaia di artisti protagonisti
14 giornate di programmazione in 11 luoghi diversi, tutti suggestivi e simbolici come masserie, conventi, abbazie, foreste e centri storici, in 5 comuni tra Valle d’Itria e Gargano. 29 gli appuntamenti con 13 eventi musicali, 4 di teatro, 7 di parola, con la presentazione di 4 libri, 2 forum e un seminario di approfondimento, 5 visite guidate, oltre agli spazi che dedichiamo all’agroalimentare.Centinaia gli artisti e i relatori, i soggetti economici e sociali che trovano spazio nel programma, provenienti da 10 paesi diversi, in gran parte dalla grande regione del Sahara.“Sarà un incontro tra il nostro territorio, a rischio di desertificazione sociale e ambientale, e le migliori espressioni culturali di chi nel deserto ci vive da millenni”, ha dichiarato Franco Salcuni, direttore generale di FestambienteSud. “Nel progettare questo triennio 2025-27 che abbiamo deciso di dedicare al continente africano, ci siamo chiesti se l’Europa abbia idea di cosa sia realmente l’Africa: un mondo vasto, popoloso e molto giovane, in cui si parlano centinaia di lingue diverse e caratterizzato da una quantità incredibile di culture e ambienti diversi, ricchissimo di risorse. Una realtà troppo grande per poter essere intrappolata in succinti modelli di pregiudizio e troppo importante per non pensare che il futuro nei prossimi decenni non possa venire proprio dall’Africa”.
FestambienteSud 2026: il programma completo
Dal 10 luglio al 3 agosto 2026, il festival internazionale di Legambiente per il Sud torna a muoversi lungo la Puglia, dal Gargano alla Valle d’Itria, trasformando paesaggi, storie e comunità in un unico itinerario narrativo, che coinvolge luoghi suggestivi e unici come masserie, città Unesco, conventi, abbazie e centri storici.Il tema che guida la nuova edizione è “Deserto oasi e carovane ai confini del clima”, secondo capitolo – dedicato all’Africa sahariana – del triennio “Out of Africa” che accompagnerà il festival fino al 2027. Fedele alla sua vocazione esplorativa e nomade, il festival sceglie ancora una volta di spingersi verso i confini più radicali del Pianeta.I popoli del deserto insegnano che per sopravvivere in condizioni estreme bisogna piegarsi con coraggio e duttilità, un sapere antico che attraversa anche la loro musica: una produzione dalle infinite varianti locali, che oggi trova finalmente pieno riconoscimento internazionale, grazie a campioni come i veterani Tamikrest, che apriranno la rassegna il 10 luglio a Martina Franca; la mauritana Noura Mint Seymali, vincitrice del Womex Artist Award 2025, in scena il 1° agosto a Vico del Gargano; la regina del deserto Amira Kheir, sudanese di adozione britannica, nata e cresciuta a Torino, ospite il 26 luglio a Monte Sant’Angelo; o il maliano Vieux Farka Toure l’11 luglio a Martina Franca, figlio del mitico Ali Farka Toure – la “fonte” delle radici blues africane – erede riconosciuto di quegli antichi codici.Altro figlio leggendario, Julian Marley, stella del reggae contemporaneo, sul palco del convento di San Matteo a San Marco in Lamis, il 19 luglio. Sempre a San Marco, il 18 luglio prende forma il progetto Bambara Files, un ponte tra Africa ed Europa che poggia sugli antichi cordofoni delle tradizioni mandinghe.Un’edizione ricchissima, che non dimentica le ibridazioni dei suoni e delle culture come il maestro Majid Bekkas, massimo esponente della tradizione gnawa blues, confraternite di ex-schiavi neri deportati in Marocco, in scena il 31 luglio a Vico del Gargano; o come la spiritualità sufi di Nour Eddine e Rashmi Bhatt, che presso l’abbazia di Santa Maria di Pulsano, chiuderà al tramonto la passeggiata di Monte Sant’Angelo del 25 luglio.E poi ancora: la dimensione internazionale della world music, con il mauritano Daby Toure, alfiere della storica etichetta Real World di Peter Gabriel, il 2 agosto a Vico; la nuova frontiera dell’elettronica nomade, rappresentata dall’acclamato dj-produttore marocchino Guedra Guedra, protagonista del focus Afrofest, presso la masseria Gambadoro di Monte Sant’Angelo il 24 luglio.Senza dimenticare la grande musica italiana, quella capace di dialogare con altri mondi possibili: grazie alle provocazioni pop di Dargen D’Amico a Martina Franca il 22 luglio, lo spirito globalista di Daniele Sepe il 16 luglio a Rignano Garganico, e, gran chiusura, la sensibilità autoriale di Niccolò Fabi il 3 agosto a Vico del Gargano, in un viaggio attraverso il mondo che, idealmente, parte dall’Africa e si chiude nelle terre sacre del Gargano, testimoni secolari di popoli adattivi e culture in movimento.


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