Le ragioni principali dietro questa scelta drastica si possono riassumere in tre punti chiave: 1. La speculazione delle Energie Rinnovabili (Agri

Le ragioni principali dietro questa scelta drastica si possono riassumere in tre punti chiave:
1. La speculazione delle Energie Rinnovabili (Agrivoltaico ed Eolico)
È il fattore che spinge i prezzi verso il tetto massimo dei 50.000 euro a ettaro (e a volte anche oltre, sotto forma di diritti di superficie a lungo termine). Le multinazionali dell’energia hanno individuato nel Tavoliere, grazie alla sua vastità e all’esposizione solare, il luogo ideale per installare parchi fotovoltaici, impianti agrivoltaici ed eolici. Di fronte a offerte d’acquisto o contratti d’affitto ventennali a cifre capogiro — che un ettaro di grano non frutterebbe mai in una vita intera — vendere diventa, per molti, la scelta economicamente più razionale.
2. Il crollo della redditività del Grano Duro
All’estremo opposto della forbice (i 1.000 euro o poco più di valore puramente agricolo/marginale per terreni svantaggiati o non irrigui), c’è la crisi profonda dell’agricoltura tradizionale. Negli ultimi anni i costi di produzione (sementi, gasolio agricolo, fertilizzanti) sono schizzati alle stelle, mentre il prezzo di vendita del grano duro ai consorzi è rimasto bassissimo, spesso schiacciato dalla concorrenza delle importazioni estere. Coltivare, per molte piccole e medie aziende a conduzione familiare, è diventato un investimento in perdita.
3. Mancanza di ricambio generazionale e siccità
A complicare il quadro ci sono i cambiamenti climatici, con una siccità prolungata che sta devastando le rese della Capitanata e svuotando gli invasi (come la diga di Occhito). Senza acqua l’agricoltura muore. Se a questo si unisce il fatto che i giovani spesso rifiutano il duro lavoro nei campi per migrare o cercare altre carriere, i vecchi proprietari si trovano costretti a monetizzare l’unico vero patrimonio rimasto: la terra stessa.
In sintesi, quello che un tempo era l’orgoglio agricolo della Puglia si sta trasformando in un enorme “hub energetico”. Vendere non è più un tabù, ma è diventata la prima scelta per sopravvivere finanziariamente o per liquidare aziende che non hanno più un futuro generazionale.


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