Che la Puglia sia diventata una delle mete regine del turismo internazionale è ormai un dato di fatto. Che questo successo porti con sé una "pioggia

Che la Puglia sia diventata una delle mete regine del turismo internazionale è ormai un dato di fatto. Che questo successo porti con sé una “pioggia di rincari” capace di colpire anche lo street food più sacro e democratico, purtroppo, è la brutta sorpresa di questa stagione. Dai panzerotti alle friselle, i prezzi nei menu continuano a lievitare, toccando vette che fanno discutere residenti e visitatori.
La fine dello street food democratico?
Fino a qualche anno fa, il bello della cucina pugliese era la sua totale accessibilità. Oggi, per portarsi a casa i classici della tradizione, il conto è decisamente cambiato:
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Il panzerotto: un tempo spuntino economico per eccellenza (tra 1,50 e 2,50 euro), in diverse località turistiche tocca ormai agevolmente i 4 o 5 euro nella sua versione classica bianco e rosso.
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La frisella: pane biscottato, pomodoro, olio e origano. Un piatto nato poverissimo, che oggi nei bar sulla spiaggia o nei locali d’indie-cooking viene proposto come “experience” gourmet, superando non di rado gli 8-10 euro.
Il caso: un’«Assassina» da 25 euro
Ma il vero terreno di scontro (social e reale) sono gli spaghetti all’assassina. Il piatto barese per eccellenza — nato alla fine degli anni ’60, fatto con ingredienti base come pasta, passata di pomodoro, aglio e tanto peperoncino, e famoso per la sua caratteristica bruciacchiatura in padella di ferro — ha subito un’impennata verticale.Se in centro a Bari la media si attestava già sui 15-18 euro (cifre comunque alte per un piatto di pasta al pomodoro e peperoncino risottato), in alcuni ristoranti e “assassinerie” di tendenza o ad alta densità turistica si è toccato il tetto dei 25 euro. Una cifra giustificata dai ristoratori con l’aumento delle materie prime, dell’energia e della complessità della preparazione (che richiede tempi lunghi e padelle dedicate), ma che per molti clienti rappresenta un vero e proprio “omicidio” del portafoglio.
Turisti rassegnati, residenti furiosi
Il fenomeno divide: se da un lato i turisti stranieri continuano a percepire la Puglia come piazze tutto sommato economiche rispetto ad altre mete internazionali, i residenti storici iniziano a manifestare forte insofferenza. Il rischio concreto è la gentrificazione gastronomica: trasformare i piatti del popolo in beni di lusso, allontanando proprio chi quella tradizione l’ha creata e custodita.L’estate è appena iniziata, ma la febbre dei prezzi in Puglia promette già di essere caldissima.

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