La politica blocca il Cristo del Gargano

«Sotto il profilo teologico e simbolico, l'opera si configura come un'iniziativa di indiscutibile valore, mirata a promuovere principi di accoglie

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«Sotto il profilo teologico e simbolico, l’opera si configura come un’iniziativa di indiscutibile valore, mirata a promuovere principi di accoglienza, pace e spiritualità, ricevendo anche il patrocinio gratuito dell’Arcidiocesi. Tuttavia, la trasposizione materiale di tali valori in una struttura monumentale di 22 metri di altezza in un contesto così peculiare richiede un’analisi rigorosa delle implicazioni territoriali come di seguito sinteticamente evidenziate».
È l’incipit di una corposa e dettagliata relazione presentata dal sindaco Domenico La Marca in consiglio comunale riguardante il progetto di una statua raffigurante Cristo da collocare sul Gargano prospiciente Manfredonia, presentata dall’ingegnere Michelangelo De Meo ai sensi dell’art. 39 dello Statuto Comunale di Manfredonia. Un progetto alquanto impegnativo che fa molto discutere e che pertanto evidenzia opinioni diversificate e spesso contrarie fra di loro. L’amministrazione comunale, prima di pronunciarsi, ha naturalmente interpellato tutte le componenti istituzionali in qualche modo interessate, per esprimere un parere che, al di là di facili e superficiali valutazioni, avesse basi tecniche e legali ben individuate e riconosciute, come di seguito argomentate.
Le aree individuate ove collocare la statua alta 22 metri, Scaloria e Posta Manganaro, presentano rilevantissime e complesse fragilità ambientali ed ecologiche. I siti ricadono in zona 2 del Parco Nazionale del Gargano e sono soggette a vincoli di importanza comunitaria, di protezione speciale, Bird area; inoltre sono gravate da vincolo idrogeologico, con pericolosità di frane media/moderata, ma molto elevata proprio sui rilievi collinari proposti. L’impatto visivo fin oltre centro chilometri, mentre per il progettista è visto come caratteristica positiva, è invece ritenuta una alterazione dello skyline naturale.
Numerosi i rilievi riguardanti la conformità urbanistica e le varie autorizzazioni regionali. Intanto l’intervento, ricadendo in zona agricola E2, non è conforme allo strumento urbanistico vigente. «Per consentire la realizzazione di un’opera monumentale e le relative infrastrutture – ha annotato il sindaco – sarà necessaria una variante al Piano Regolatore Generale (P.R.G.), un percorso complesso e vincolante che non si esaurisce all’interno del nostro Ente». Tra i passaggi obbligatori figurano la delibera consiliare preliminare di riconoscimento dell’interesse pubblico; l’adozione della variante da parte del Consiglio Comunale, seguita dalla pubblicazione per consentire la presentazione di osservazioni da parte dei cittadini e dei portatori di interesse; l’acquisizione dei pareri obbligatori e vincolanti di: Sezione Paesaggio della Regione Puglia; Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (D.Lgs. 42/2004); Ente Parco Nazionale del Gargano; Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) per tutelare gli habitat protetti; Piano di Gestione dei Siti naturali protetti SIC-ZPS; Autorità di Bacino; approvazione con Deliberazione della Giunta Regionale (DGR) ai sensi della L.R. Puglia n. 56/80, la variante deve superare l’istruttoria e ottenere il controllo di compatibilità e l’approvazione formale da parte della Giunta Regionale prima di poter tornare in Consiglio per la presa d’atto definitiva. Un iter cavilloso? Può darsi, ma basta che manchi una virgola che salta tutto. È successo.
Le criticità e le incertezze si dilatano con gli aspetti economici e finanziari. «L’opera – rileva La Marca – ha un costo stimato tra i 5 e i 6 milioni di euro. Il proponente suggerisce una copertura tramite donazioni e crowdfunding. Tuttavia, l’incertezza sui tempi e sulla raccolta fondi espone l’Ente al rischio di avviare procedure burocratiche dispendiose senza alcuna certezza di copertura finanziaria per l’esecuzione finale». Facendo cenno «all’entusiasmo di alcuni e alla ritrosia e diffidenza di tanti» il primo cittadino evidenzia come «L’Amministrazione ha il dovere di ascoltare tutti, garantendo la massima trasparenza e partecipazione. Ha pertanto esaminato – comunica – con grande attenzione e rigore la documentazione, distinguendo nettamente tra il valore ideale e spirituale dell’iniziativa e la sua concreta fattibilità amministrativa, urbanistica ed economica».
Il sindaco ha così impostato l’atteggiamento del Comune nei confronti del progetto del Cristo del Gargano: Qualificare l’atto in discussione esclusivamente come verifica politica dell’interesse pubblico, senza che ciò comporti alcuna conformità urbanistica automatica. Subordinare l’iter alla redazione di uno Studio di fattibilità tecnico economica, redatto da professionisti di provata esperienza in materia, pretendendo che lo stesso sia integralmente finanziato da risorse esterne (sponsor, donazioni o fondi privati), evitando che i costi di istruttoria gravino sul bilancio comunale. Impegnare gli uffici in verifiche di sostenibilità urbanistica, paesaggistica ed ambientale solo ed esclusivamente dopo l’acquisizione di tale studio.
«Soltanto attraverso questo percorso di rigorosa verifica tecnica e trasparenza amministrativa – ha concluso il sindaco – sarà possibile valutare se la suggestione spirituale possa concretamente trasformarsi in un’opera sostenibile per la città di Manfredonia».
Michele Apollonio

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