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Metà anni ’60: le “Case dei contadini” appena ultimate. Il punto in cui si vedono i tufi corrisponde a dove oggi si trova l’incrocio semaforico tra via degli Iris e via dei Mandorli.Nel secondo dopoguerra, Manfredonia ha vissuto una delle sue più grandi rivoluzioni sociali e urbanistiche. Fino ad allora, moltissime famiglie di braccianti agricoli vivevano nei “sottani” del centro storico: locali angusti, umidi e privi di servizi.
La svolta arrivò grazie ai piani d’edilizia pubblica e all’intervento dello IACP (Istituto Autonomo Case Popolari). L’obiettivo era chiaro: dare una casa dignitosa ai lavoratori della terra e dare slancio all’economia locale attraverso i cantieri.
La nascita dei nuovi quartieri
Le “case dei contadini” ridisegnarono la mappa di Manfredonia, spingendo la città oltre i suoi vecchi confini. Sorsero così i primi nuclei di edilizia popolare in zone allora periferiche:
Il quartiere Croce, che divenne il simbolo di questa espansione.
La zona di Monticchio, che nei decenni successivi accolse la forte spinta demografica.
Questi complessi, seppur semplici ed economici, offrivano qualcosa di rivoluzionario per l’epoca: luce, ampi balconi, bagni interni e cortili comuni che mantenevano vivo il senso di comunità e vicinato.
Oggi lo IACP è diventato ARCA Capitanata e la maggior parte di quegli alloggi è stata riscattata dalle famiglie.
Foto Pino Lauriola, un ringraziamento a Lauriola Fotografi e Lucia Lauriola.
Manfredonia Ricordi



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