Il Cristo del Gargano fa discutere.

Un'opera ambiziosa, visionaria, con l'obiettivo di far crescere l'attrattività turistica di Manfredonia. Si tratta del ‘Cristo del Gargano’, una s

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Un’opera ambiziosa, visionaria, con l’obiettivo di far crescere l’attrattività turistica di Manfredonia. Si tratta del ‘Cristo del Gargano’, una statua di 22 metri, raffigurante Gesù con le braccia spalancate, sulla falsariga di altri monumenti storici presenti in altre città del mondo, come il celeberrimo Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Il progetto, promosso dall’ingegnere Michelangelo De Meo, prevede la realizzazione della statua in area Belvedere-frazione Montagna, a circa 550 metri di quota. All’interno del monumento è prevista l’installazione di un ascensore panoramico trasparente, affiancato da scale a chiocciola di sicurezza, che consentirebbero l’accesso a due balconi circolari panoramici in vetro posti all’altezza delle mani del Cristo. Sulla fattibilità del progetto, si è discusso durante il consiglio comunale svoltosi venerdì 19 giugno a Manfredonia. Nell’interrogazione, il consigliere comunale di opposizione Ugo Galli ha posto l’accento sulla “forte valenza spirituale, culturale, paesaggistica e turistica” dell’opera, concepita per diventare un simbolo identitario del centro sipontino e dell’intero territorio garganico, a guisa di quanto accaduto in altre città italiane ed europee: “Il progetto in questione è stato illustrato pubblicamente attraverso una specifica iniziativa, proposte tecniche ed ipotesi di finanziamenti che prevedono un limitato impatto sulle casse comunali”.Nell’interrogazione, Galli ha chiesto se il Comune di Manfredonia abbia attivato interlocuzioni con la Regione e gli altri enti preposti, ma soprattutto se la Giunta ritenesse il progetto compatibile con gli obiettivi di sviluppo turistico e culturale della città”.

Il sindaco La Marca ha riconosciuto il valore indiscutibile dell’opera sotto il profilo teologico e simbolico, ma ciò non è sufficiente a risolvere le diverse criticità presenti dietro la realizzazione del progetto: “Ci sono diversi aspetti da analizzare rigorosamente”. 

Tante, troppe criticità, che attualmente rendono l’intervento “non conforme allo strumento urbanistico vigente”. Senza contare, l’acquisizione dei pareri (obbligatori e vincolanti) da parte della Regione, della Sovrintendenza, dell’Ente Parco del Gargano, più le valutazioni sull’incidenza ambientale, il piano di gestione dei siti naturali e dell’autorità di Bacino.  

Per non parlare degli aspetti economici: “Si parla di un progetto da 5-6 milioni di euro”, ha aggiunto La Marca, per il quale il pur evidente valore simbolico e teologico dell’opera non può bastare ad autorizzarne la realizzazione: “La documentazione presentata dall’ing. De Meo è priva dei rilievi geologici e dei disegni tecnici necessari per l’avvio delle procedure autorizzative”. 

Criticità che, secondo Galli, non sarebbero così insormontabili: “Il punto nodale è capire se l’Amministrazione intenda o meno riconoscere l’interesse pubblico della proposta. Perché laddove dovesse intervenire questo riconoscimento preliminare, tutte le altre difficoltà possono rimuoversi agevolmente. Lo studio potrebbe essere elaborato dal tecnico, per quanto attiene alla variante urbanistica e agli altri atti di consenso da acquisire, si indice una conferenza ai servizi, non sarebbe la prima volta che si superano questi impedimenti, così come le fonti di finanziamento. L’Amministrazione deve decidere se riconoscere o meno l’interesse pubblico. Gli altri impedimenti si rimuovono agevolmente”.

 

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