Povertà in Italia, la Caritas registra il numero più alto di sempre

Nel 2025 aiutate oltre 282mila famiglie. Crescono anziani soli, lavoratori poveri e disagio abitativo La povertà in Italia continua a crescer

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Nel 2025 aiutate oltre 282mila famiglie. Crescono anziani soli, lavoratori poveri e disagio abitativo


La povertà in Italia continua a crescere e assume sempre più i contorni di una condizione strutturale. È quanto emerge dal Rapporto “La povertà in Italia secondo i dati della Rete Caritas”, diffuso in occasione della presentazione del rapporto annuale relativo al 2025.

Secondo i dati raccolti attraverso 3.520 servizi informatizzati distribuiti in 206 diocesi italiane, la rete Caritas ha accompagnato nel corso dell’ultimo anno 282.539 persone, corrispondenti ad altrettanti nuclei familiari. Si tratta del dato più elevato mai registrato, in aumento dell’1,7% rispetto al 2024.

Una povertà sempre più stabile

Il dossier evidenzia come la povertà stia progressivamente perdendo il carattere di emergenza temporanea per trasformarsi in una condizione stabile e duratura. Non si registrano infatti miglioramenti rispetto al periodo precedente alla pandemia e molte famiglie continuano a vivere situazioni di fragilità economica protratte nel tempo. Secondo la Caritas, il fenomeno tende a radicarsi sempre di più nella vita quotidiana delle persone, trasformandosi in una sorta di “normalità strutturale” che coinvolge un numero crescente di cittadini.

Crescono gli anziani e la solitudine

Tra i fenomeni più significativi segnalati dal rapporto emerge il forte aumento degli anziani in difficoltà. Negli ultimi dieci anni il numero degli over 65 assistiti dalla rete Caritas è aumentato del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell’utenza pari al 48%. Un dato che mette in evidenza il legame sempre più stretto tra povertà economica, fragilità sanitaria, invecchiamento e isolamento sociale.

Parallelamente aumenta anche il numero delle persone sole. In dieci anni la loro incidenza è passata dal 23,8% al 32,9%. Lutti, separazioni e altre fratture familiari rappresentano spesso eventi che contribuiscono a ridurre le reti di sostegno e ad aggravare le condizioni di vulnerabilità.

Lavoratori poveri e bisogni sanitari in aumento

Il rapporto segnala inoltre una crescita significativa dei bisogni sanitari, aumentati del 69%, compresi quelli legati alla salute psicologica. Preoccupa anche il fenomeno dei lavoratori poveri. Sempre più persone, pur avendo un impiego, non riescono a raggiungere condizioni economiche sufficienti per vivere serenamente. La quota raggiunge il 31,7% tra i cittadini di età compresa tra 35 e 44 anni e il 31% tra quelli tra 45 e 54 anni. Dieci anni fa questa percentuale si fermava al 13,3%.

Le famiglie con figli restano le più fragili

Le famiglie con figli continuano a rappresentare la principale categoria che si rivolge alla rete Caritas. Oltre la metà delle persone assistite, pari al 52%, vive infatti con figli minori. La presenza di bambini e ragazzi all’interno dei nuclei familiari rende ancora più delicato il quadro sociale, soprattutto in presenza di difficoltà economiche persistenti e di costi sempre più elevati per la gestione della vita quotidiana.

L’emergenza casa continua a pesare

Tra le principali criticità permane quella abitativa. Nel 2025 la Caritas ha incontrato oltre 24mila persone senza casa o senza dimora, ma il problema riguarda anche un numero crescente di famiglie che faticano a sostenere affitti, bollette e spese ordinarie. Secondo il rapporto, la questione abitativa rappresenta uno degli aspetti più critici della povertà contemporanea perché incide direttamente sulla salute, sulla stabilità familiare, sui percorsi educativi e sulla capacità di progettare il futuro.

Sempre più povertà cronica

I dati evidenziano inoltre un aumento delle situazioni di povertà cronica e dell’intensità della povertà stessa. Le persone che si rivolgono alla rete Caritas risultano mediamente più povere rispetto al passato e rimangono in condizioni di disagio per periodi sempre più lunghi. Diminuisce invece la quota dei nuovi poveri, attestandosi al 37,6%, segnale che molte delle persone già entrate nella spirale della povertà faticano sempre di più a uscirne.Parallelamente cresce l’Isee medio delle famiglie assistite, passato da 4.315 a 4.974 euro. Un dato che, secondo il rapporto, non indica un miglioramento delle condizioni economiche, ma piuttosto l’ampliamento della platea di famiglie che, pur disponendo di risorse leggermente superiori, continuano a necessitare di sostegno e assistenza.

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