BASTA, CASO NEVO: IL RITORNO DELLE LISTE DI PROSCRIZIONE!

​ Le precisazioni dell’Arcivescovo di Manfredonia, Padre Franco Moscone, in merito alla sua firma sulla petizione contro lo scrittore israeliano Eshk

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Le precisazioni dell’Arcivescovo di Manfredonia, Padre Franco Moscone, in merito alla sua firma sulla petizione contro lo scrittore israeliano Eshkol Nevo, impongono una presa di posizione netta e intransigente da parte di chi crede nella libertà della cultura e nell’autonomia delle istituzioni civili.
​Pur apprezzando il tentativo del Vescovo di smorzare i toni parlando di “invito alla riflessione” e non di censura, la sostanza del suo intervento resta politicamente e moralmente inaccettabile.
Escludere, contestare o giudicare l’opportunità di invitare uno scrittore a un festival letterario come Il Libro Possibile sulla base delle sue mancate dichiarazioni politiche significa, nei fatti, applicare un filtro ideologico che soffoca il libero pensiero.
​Sostenere che un intellettuale debba per forza esibire una “posizione chiara” o una dichiarazione pubblica di condanna per poter essere ospitato a un festival significa introdurre una pericolosa dinamica di ricatto culturale.
Chi stabilisce quali siano le parole “sufficientemente chiare”? Chi ha il diritto di rilasciare patenti di agibilità culturale a uno scrittore?
​Chiedere conto a un cittadino israeliano — e a uno scrittore — delle azioni del governo del suo Paese, pretendendo da lui una abiura o una dichiarazione pubblica come precondizione per poter parlare dei suoi libri, evoca le pagine più buie della censura ideologica e del totalitarismo.
​La tragedia che si sta consumando nella Striscia di Gaza strazia il cuore di tutti e richiede il massimo impegno umanitario e diplomatico. Ma la cultura e la letteratura sono, da sempre, gli unici tramite capaci di superare i confini, le guerre e i nazionalismi.
Isolare gli scrittori, censurarne la presenza o sottoporli a esami di fedeltà politica non aiuta la pace, ma alimenta il muro dell’odio!
Impedire il dialogo e il confronto all’interno di un festival letterario in Puglia, terra che storicamente fa dell’accoglienza e del pluralismo la sua bandiera, significa impoverire il nostro stesso territorio.
​​L’Arcivescovo Moscone afferma che “la cultura non può essere neutrale”. Noi rispondiamo che la cultura deve essere libera!
L’arte e la letteratura interrogano le coscienze attraverso le storie, la complessità dell’animo umano e l’empatia, non attraverso i comunicati stampa o l’allineamento a parole d’ordine preconfezionate. Ridurre il valore di un grande autore internazionale alla sua volontà di piegarsi a un diktat politico è un insulto all’intelligenza dei lettori e alla dignità del mondo culturale.
​​I festival letterari devono rimanere spazi di assoluta libertà, aperti a tutte le voci, senza visti d’ingresso ideologici o veti morali imposti da autorità religiose o comitati politici.
​Esprimo la mia totale solidarietà a Eshkol Nevo e agli organizzatori de Il Libro Possibile. La politica e la società civile pugliese hanno il dovere di difendere la libertà di espressione senza se e senza ma.
Il dissenso è legittimo, ma pretendere il silenzio o l’esclusione di chi non si adegua al pensiero unico della petizione è un errore che non possiamo permetterci di avallare.
​La cultura non si processa, si ascolta

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MICHELANGELO BASTA

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