C‘è anche l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, tra i firmatari dell’appello che chiede agli organizzatori del L


C‘è anche l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, tra i firmatari dell’appello che chiede agli organizzatori del Libro Possibile di riconsiderare la presenza dello scrittore israeliano Eshkol Nevo all’edizione 2026 del festival. L’autore è atteso a Vieste il prossimo 21 luglio, data che gli organizzatori hanno confermato nei giorni scorsi nonostante le polemiche.Moscone ha spiegato le ragioni della sua adesione all’iniziativa, precisando che non si tratta di una presa di posizione contro la cultura o contro lo stesso autore.“Ho ritenuto giusto non voltarmi dall’altra parte, anche perché Nevo viene a Vieste e Vieste è una città importante della mia diocesi”, afferma l’arcivescovo
“Nessuna censura contro lo scrittore”
Moscone tiene a distinguere nettamente tra la richiesta rivolta agli organizzatori e qualsiasi forma di censura.“Tuttavia vorrei distinguere da quello che è un appello rivolto agli organizzatori da quello che sarebbe un ostracismo. Io, come gli altri che hanno firmato l’appello, non abbiamo nessuna intenzione di bruciare i suoi libri o impedirne la vendita. Nulla di tutto questo e nulla contro la cultura o la letteratura”.Una precisazione che arriva dopo il dibattito sviluppatosi attorno alla partecipazione dello scrittore israeliano, considerato una delle voci più autorevoli della narrativa contemporanea del suo Paese.
saverio serlenga

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