C'è una netta differenza tra l'indossare una fascia tricolore e l'esercitare una vera leadership politica. Ad oggi, l'amministrazione guidata dal

C’è una netta differenza tra l’indossare una fascia tricolore e l’esercitare una vera leadership politica.
Ad oggi, l’amministrazione guidata dal sindaco Domenico La Marca si profila sempre più come il ritratto perfetto di un re senza regno, un monarca di facciata intrappolato in un castello di sabbia, mentre fuori i suoi feudatari fanno il bello e il cattivo tempo.
La verità politica è sotto gli occhi di tutti, non esiste un’amministrazione comunale, esiste un arcipelago di staterelli indipendenti.
La giunta si è trasformata in una frammentazione di micro-poteri, dove ogni assessore si comporta come un principe assoluto nel proprio feudo. Ognuno fa vita a sé stante, coltiva il proprio orticello e risponde solo ed esclusivamente ai propri interessi o alla propria corrente, ignorando totalmente le direttive del sindaco ( se mai le abbia date), la cui autorità è ormai ridotta a un mero pro forma.
Esiste un vero e proprio accordo di non belligeranza: “Io non guardo te, tu non guardi me”
Il collante che tiene artificialmente in piedi questa maggioranza non è un progetto comune per la città, ma un tacito accordo di non belligeranza: “Io non do fastidio a te, e tu non dare fastidio a me”.
Vige una tolleranza reciproca basata sul disinteresse per il bene collettivo!
Nessuno mette in discussione l’operato del collega, anche di fronte a evidenti fallimenti, pur di non compromettere i propri spazi di manovra.
Si naviga a vista, anestetizzati dal timore che una critica interna possa far crollare questo fragile castello di veti incrociati.
Manca completamente una visione politica unitaria. Non c’è un filo conduttore, non c’è un’idea di città a medio o lungo termine.
Ogni assessorato viaggia su un binario proprio, spesso in aperta contraddizione con gli altri, lasciando la comunità orfana di una guida e di una programmazione seria.
Per il Cartellone Estivo emergono chiaramente Interessi di bottega e contributi spezzettati
L’emblema plastico di questa anarchia istituzionale e di questo “assalto alla diligenza” è la gestione per l’appunto, del cartellone estivo.
Quella che per tradizione e logica amministrativa dovrebbe essere una competenza esclusiva e centralizzata dell’assessore con delega alla cultura, si è trasformata nell’ennesimo terreno di spartizione.
Invece di un programma organico, di alto profilo e capace di attrarre turismo e valorizzare il territorio, assistiamo a un festival del micro-contributo!
Fondi pubblici spezzettati di qua e di là per accontentare le richieste dei singoli gruppi.
Una programmazione polverizzata per soddisfare i piccoli interessi di bottega e i bacini elettorali dei vari viceré della giunta.
Il risultato? Una totale mancanza di qualità e un dispendio di risorse pubbliche che non lascerà nulla alla città, se non la conferma che questa amministrazione non ha un’anima, non ha una direzione e, soprattutto, non ha un sindaco capace di battere i pugni sul tavolo.
La Marca prenda atto che la città non può essere ostaggio dei personalismi. O si riprende il ruolo che i cittadini gli hanno affidato, dettando una linea chiara e unitaria, o ammetta il fallimento di questo “governo Brancaleone” e ne tragga le dovute conseguenze.
SINDACO ” ciambo’!

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