Festa Patronale 2025…..

Mentre siamo in attesa di sapere come saranno spesi più di 200 mila euro in eventi per i Cartelloni Estivi, a quasi un anno dalla Festa Patronale

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Mentre siamo in attesa di sapere come saranno spesi più di 200 mila euro in eventi per i Cartelloni Estivi, a quasi un anno dalla Festa Patronale di Maria Santissima di Siponto, Manfredonia non conosce ancora il rendiconto dell’evento. Non conosce le entrate, non conosce le uscite, non conosce i finanziatori, non conosce il costo reale dell’organizzazione. E questo, per una manifestazione che coinvolge l’intera comunità cittadina, non è normale. È grave.

La vicenda nasce già con una evidente anomalia. Il Comitato Festa Patronale Maria SS. di Siponto viene costituito e registrato il 25 luglio 2025, a ridosso dei festeggiamenti. Pochi giorni dopo, la Giunta comunale ne prende atto e lo riconosce, di fatto, come soggetto organizzatore della parte civile della festa. Diversamente dalla tradizione, che ha sempre visto il comune nominare il Comitato Feste.

Ma perché proprio quel Comitato? Il Comune ha verificato se vi fossero altre associazioni, altri comitati, altri soggetti disponibili? È stata pubblicata una manifestazione d’interesse? Sono stati stabiliti criteri trasparenti? Oppure la scelta è maturata nei circuiti noti della politica locale?

La delibera comunale parla di cittadini riuniti spontaneamente in comitato, ai sensi degli articoli 39-42 del Codice civile. Ma la tempistica strettissima, la nascita del Comitato a pochi giorni dalla festa e l’immediato riconoscimento istituzionale impongono una domanda scomoda: siamo davvero davanti a una libera iniziativa civica o a un’operazione sollecitata e accompagnata politicamente?

Anche il contenuto dell’atto comunale presenta una contraddizione evidente. Da una parte si afferma che la festa sarebbe stata organizzata senza alcun onere per il Comune e in totale autogestione. Dall’altra, la stessa delibera dispone il coinvolgimento degli uffici comunali e il supporto logistico, comprese le squadre di manutenzione e intervento.

Delle due l’una: o era davvero autogestione, e allora il Comune doveva limitarsi ai suoi compiti istituzionali; oppure vi è stato un supporto pubblico, diretto o indiretto, e allora quel supporto aveva un valore economico, amministrativo e organizzativo che doveva essere chiarito, quantificato e rendicontato.
Il punto centrale resta però il più pesante: ad oggi il rendiconto non c’è.

E senza rendiconto non si capisce chi abbia pagato cosa. Non si capisce chi abbia finanziato la festa. Non si capisce quali sponsor abbiano contribuito. Non si capisce se tutti gli impegni economici siano stati rispettati. Non si capisce se vi siano ancora posizioni aperte con fornitori, artisti, tecnici o operatori coinvolti. .

̀ , . Sono circostanze delicate, che nessuno può assumere come verità senza documenti. Ma proprio per questo vanno chiarite. Perché quando i documenti mancano, le voci non si spengono: si moltiplicano.

C’è poi un passaggio che nessuno dovrebbe avere paura di affrontare. I fuochi pirotecnici in onore di Maria Santissima di Siponto sono uno dei momenti più sentiti della festa. Ma chi li ha pagati? Con quali risorse? Attraverso quali canali? Con quali atti, fatture o sponsorizzazioni?

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Chi ha organizzato deve rendicontare. Chi ha riconosciuto istituzionalmente quel percorso deve pretendere il rendiconto. Chi ha amministrato deve spiegare se davvero non ci siano stati oneri per il Comune o se, invece, vi siano stati costi indiretti scaricati sulla macchina pubblica.

Non è una polemica contro la festa. È una battaglia per difenderne la dignità.

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Palombella Rossa
#palombellarossa

Immagine generata con IA

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