IN REGIONE: ORA DECARO STUDIA L’EXIT STRATEGY. DIMISSIONI SUBITO OPPURE ASPETTARE

Prima nube sulla giunta guidata da Antonio Decaro: l’indagine per concussione a carico dell’assessora al Turi­smo, Graziamaria Starace. La notizia

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Prima nube sulla giunta guidata da Antonio Decaro: l’indagine per concussione a carico dell’assessora al Turi­smo, Graziamaria Starace. La notizia irrompe nell’aula del Consiglio regionale poco pri­ma dell’avvio dei lavori ed inevitabilmente, tra i banchi, diventa oggetto di discussio­ne.

La domanda è: cosa farà il presidente della Regione, De­caro? E cosa farà lei, l’assessora Starace? Dimissioni oppure no?

Decidere non è semplice: l’inchiesta è delicatissima perché intreccia dolorose vi­cende private ad aspetti pret­tamente pubblici. Sicché oc­corre scegliere tra l’attendere gli sviluppi dell’inchiesta oppure allontanare le ombre dalla giunta, indipendente­mente dai tempi della magi­stratura.

Questo il ragionamento nell’entourage di Decaro: un avviso di garanzia potrebbe essere ritenuto prematuro per arrivare alle dimissioni. Ma, del resto, non sarebbe la prima volta che si chiede (o si offre) un passo indietro per allontanare dal governo re­gionale vicende come questa.

In passato, in Regione, è stato sufficiente anche meno per spingere un assessore alle dimissioni: si ricorderà il caso di Gianni Liviano, assessore alla Cultura del primo gover­no di Michele Emiliano, di­messosi nel 2015 pochi mesi dopo l’avvio della legislatura per alcuni articoli di stampa che riportarono il suo legame di amicizia con il vincitore di un bando, mai stato indagato.

Esempio, questo, che rac­conta come l’inizio di una nuova legislatura è sempre caratterizzato da un’asticella molto alta sulla questione morale. E Decaro a questo te­ma tiene moltissimo. Ecco perché, ora, sta ragionando sul da farsi.

Una delle ipotesi è stabilire un metodo che valga per tutti, indipendentemente dall’in­chiesta: dimissioni solo in ca­so di rinvio a giudizio o di­missioni anche solo per un avviso di garanzia.

Insomma regole chiare. Ma le inchieste non sono tutte uguali: spesso, come in questo caso, necessitano di valutazioni che po­trebbero non andare bene per altre. Decaro, stretto nel silen­zio, ne sta ragionando e al tempo stesso sta approfondendo la questione, nell’attesa che Starace rientri in Puglia così da parlarsi.

Ieri il Consiglio regionale ha approvato la prima legge (sulla possibilità di emungere acqua dai pozzi e sanare quel­li abusivi) e ha registrato le prime tensioni tra maggio­ranza e opposizione. Alla ri­chiesta di verifica del numero legale, il prolungarsi della vo­tazione per consentire a De­caro di tornare al suo posto, ha spinto il centrodestra ad abbandonare l’aula per «mancanza di correttezza isti­tuzionale». Situazione poi rientrata.

corrieredelmezzogiorno

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