LA CINCIARELLA MORTA UN MONITO PER UNA COSCIENZA COLLETTIVA

Giuseppe Marasco ci ha abituati alle corpose e documentate denunce di ritrovamenti di discariche di rifiuti, di carcasse di automobili rubate e ca

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Giuseppe Marasco ci ha abituati alle corpose e documentate denunce di ritrovamenti di discariche di rifiuti, di carcasse di automobili rubate e cannibalizzate, alle segnalazioni delle cose che non vanno nell’assetto urbanistico, dei comportamenti inurbani. Un “difensore civico” sui generis, rafforzato dalla carica di consigliere che svolge in completa autonomia. Mai dimentico delle sue origini di comandante delle guardie ambientali Civilis. Ha destato pertanto particolare attenzione e emozione l’ultimo post che fuoriesce per certi versi dalla abituale routine di osservatore del territorio, per toccare le corde dei sentimenti, quelli in particolare della protezione animali.
«Ho trovato a terra questa piccola cinciallegra. Era già volata in cielo. Aveva il becco sporco di sangue. Forse un impatto contro una vetrata. Forse il caldo assassino. Non lo sapremo mai» è l’incipit di un suo post corredato dalla foto allegata. «Con queste temperature estive – annota – i nostri amici volatili muoiono di sete. A pochi metri c’era un rifugio per gatti con acqua. Giusto. Ma gli uccellini spesso non si avvicinano per paura».
Di qui un appello che condividiamo: «Mettiamo una ciotola d’acqua fresca su balconi, davanzali, giardini, finestre. Basta un sottovaso, un piattino, una ciotola bassa. Cambiamola ogni giorno per evitare zanzare. Mettiamola in un punto alto, al riparo dai gatti. Un piccolo gesto per noi. La vita per loro. Perché rispettare il Creato significa custodire ogni creatura, dalla più piccola alla più grande. Se trovate un uccello in difficoltà ma ancora vivo, contattate subito la Polizia Provinciale di Foggia – Nucleo Faunistico o il CRAS di Bitetto. La civiltà di una città si misura anche da come tratta gli indifesi».
A volte sono gli eventi più semplici a suggerire le riflessioni più profonde, come suggerisce Marasco. Il ritrovamento di una cinciallegra morta va ben oltre la cronaca quotidiana. Diventa l’occasione per interrogarsi, come invita Marasco, sul rapporto tra la città e il suo patrimonio naturale. La cinciallegra è uno degli uccelli più comuni e allo stesso tempo più preziosi dei nostri ecosistemi. Con il suo canto accompagna le stagioni, abita giardini, campagne e aree verdi urbane, contribuendo all’equilibrio ambientale. Quando un esemplare viene ritrovato senza vita, il fatto può apparire insignificante. In realtà rappresenta il segnale di una fragilità che riguarda l’intero sistema naturale.
La cinciallegra è un uccello passeriforme, insettivoro molto vivace. È una specie estremamente curiosa considerata messaggero di positività, incoraggiamento a vivere il presente e a superare le avversità. Sul territorio sipontino è molto diffusa grazie al patrimonio ambientale straordinario: il golfo, la laguna di Siponto, le zone umide, le campagne che si protendono verso il Tavoliere, il vicino Gargano. Un mosaico di habitat ideale che ospita numerose specie di uccelli. Una ricchezza che non appartiene soltanto agli studiosi e agli appassionati, ma all’intera comunità.
L’appello lanciato da Marasco richiama dunque una responsabilità collettiva. La tutela degli animali non riguarda soltanto il contrasto al maltrattamento o l’assistenza agli animali feriti. Significa creare condizioni favorevoli alla vita, proteggere gli habitat, promuovere una cultura del rispetto e della convivenza con le altre specie. In una città che guarda sempre più al turismo ambientale e culturale, la qualità del paesaggio e la conservazione della biodiversità rappresentano anche una risorsa strategica. Il valore di Siponto, del litorale sud, delle aree umide e dei percorsi naturalistici, non dipende soltanto dalla loro bellezza, ma dalla capacità di preservarne l’integrità ecologica. Un patrimonio naturalistico non sempre considerato e protetto come merita. Anzi. Sono purtroppo diffuse, a vista d’occhio, le tante, troppe, incongruenze che minano la stabilità e la conservazione di quei doni naturali. Va pertanto accolto come monito la sorte di quella cinciallegra amorevolmente raccolta da Marasco.


Michele Apollonio

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