Inchiesta sull’Agenzia del Turismo, sequestro da oltre 1,3 milioni a tre indagati

Nuovo sequestro nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta distrazione di risorse pubbliche dai bilanci dell'Agenzia regionale del Turismo della Pu

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Inchiesta sull'Agenzia del Turismo, sequestro da oltre 1,3 milioni a tre indagati

Nuovo sequestro nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta distrazione di risorse pubbliche dai bilanci dell’Agenzia regionale del Turismo della Puglia. I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito, nelle province di Bari e Foggia, un decreto di sequestro preventivo per oltre 1,3 milioni di euro nei confronti di tre persone indagate, a vario titolo e in concorso tra loro, per il reato di peculato.Il provvedimento, disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica, riguarda denaro, beni mobili e immobili riconducibili agli indagati.L’operazione rappresenta l’esito di ulteriori approfondimenti investigativi condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari sul presunto utilizzo sistematico di denaro pubblico per finalità personali da parte dell’allora direttore generale ad interim dell’Agenzia regionale del Turismo, nel frattempo deceduto, in accordo con l’ex responsabile dell’Ufficio Paghe e Pagamenti.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati corrisposti al dirigente emolumenti stipendiali e somme “fuori busta” ritenuti del tutto ingiustificati e largamente superiori rispetto a quanto previsto dall’inquadramento contrattuale e dalle mansioni effettivamente svolte.Le indagini avrebbero consentito di individuare ulteriori condotte illecite riconducibili a un sistema consolidato che, tra il 2017 e il 2023, avrebbe permesso agli indagati di appropriarsi di oltre 2,5 milioni di euro di fondi pubblici, sottraendoli alle finalità istituzionali dell’ente.Con riferimento allo stesso filone investigativo, tra il 2024 e il 2025 erano già stati eseguiti tre sequestri per un valore complessivo superiore a 1,2 milioni di euro.Nel complesso, l’inchiesta ha portato a contestazioni nei confronti di 13 persone, tra cui quattro pubblici ufficiali. Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni familiari e soggetti privati avrebbero inoltre contribuito a occultare la provenienza delle somme ricevute e a reimpiegare beni acquistati con denaro pubblico in attività economiche.

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