Secondo un’analisi condotta da Federconsumatori, in Puglia – dal Gargano al Salento – i rincari per godersi il mare non superano il 2,5%. Secondo

Secondo un’analisi condotta da Federconsumatori, in Puglia – dal Gargano al Salento – i rincari per godersi il mare non superano il 2,5%. Secondo gli operatori i più penalizzati sono i camperisti a causa del caro carburante.L’estate 2026 si apre all’insegna di rincari contenuti sulle spiagge pugliesi. Da un’analisi condotta da Federconsumatori sui principali stabilimenti balneari della regione, i prezzi di ombrelloni, lettini e abbonamenti registrano un aumento medio di circa il 2% rispetto allo scorso anno, una crescita inferiore all’inflazione e più moderata rispetto ai rialzi del periodo post-pandemico.L’indagine, realizzata prendendo in esame i listini online dei più noti lidi pugliesi, fotografa un mercato sostanzialmente stabile. L’ombrellone passa da una media regionale di 17,30 euro nel 2025 a 17,63 euro nel 2026 (+2%), mentre il costo del lettino cresce da 14,30 a 14,97 euro (+5%). Incrementi analoghi anche per le sdraio, che sale da 9,90 a 10,40 euro (+5%). Più contenuti gli aumenti sugli abbonamenti. Quello giornaliero passa da 54,67 a 56,30 euro (+3%), mentre l’abbonamento mensile cresce del 2%, da 1.254 a circa 1.281 euro. Quello stagionale, invece, aumenta appena dell’1%, attestandosi a poco più di 3.291 euro. Nel complesso, la variazione media dei listini regionali si ferma al 2,5%, confermando una sostanziale tenuta delle tariffe.Il Gargano si conferma tra le mete più competitive della regione almeno nei mesi di inizio stagione. A Vieste, in particolare, una postazione standard composta da un ombrellone e due lettini costa mediamente tra i 24 e i 26 euro a giugno e luglio. Con l’arrivo della settimana di Ferragosto, tuttavia, le tariffe tendono a raddoppiare. Leggermente più economica Peschici, dove per una dotazione analoga si spendono mediamente una ventina di euro.Più elevati, invece, i listini nella fascia costiera del Sud Barese, i cui prezzi risentono della domanda turistica straniera. A Polignano a Mare, ma anche a Monopoli, in uno stabilimento di fascia media, una postazione con ombrellone e lettino si colloca tra i 25 e i 30 euro già nel mese di giugno. A luglio il costo sale generalmente tra i 35 e i 45 euro, mentre ad agosto difficilmente si scende sotto i 40 euro giornalieri. Negli stabilimenti di fascia alta le tariffe possono raggiungere e superare i 70 euro al giorno.Nel Salento i prezzi variano in base a località, periodo e posizione. Dai listini online emerge che, per un ombrellone con due lettini, si parte da 20-30 euro a giugno, si sale a 25-40 euro a luglio sino ad almeno 35-50 euro ad agosto, con tariffe più alte nelle prime file o nelle aree riservate. Il dato più evidente non è tanto un rincaro festivo generalizzato, quanto il salto progressivo da giugno ad agosto, con Ferragosto nella fascia massima della stagione. Un caso puntuale arriva dalla costa brindisina. Da una simulazione di prenotazione online, una postazione con ombrellone e due lettini costa 24 euro in settimana a giugno, 30 euro in settimana a luglio, 40 euro la domenica di luglio, 45 euro in settimana ad agosto e 64 euro a Ferragosto.«Le tariffe balneari sono sostanzialmente identiche a quelle dello scorso anno. Piuttosto ci preoccupa il caro mobilità. Pensiamo ai camperisti che arrivano dalla Germania o dall’Austria: devono affrontare mille chilometri in più rispetto a chi sceglie Veneto o Riviera romagnola», osserva Antonio Capacchione, presidente del Sib.Se il costo di ombrelloni e lettini resta sotto controllo, le associazioni dei consumatori invitano però a guardare oltre i listini degli stabilimenti. «Dai voli alle strutture ricettive, fino ai beni più semplici come il gelato artigianale – che registra proiezioni di aumento tra il 3% e il 5% e punte record nei luoghi di attrazione -, le famiglie si trovano a pagare una “tassa occulta” che compromette non solo l’economia domestica, ma anche la qualità della vita e la socialità», denuncia Raffaella Lauciello, di Consumerismo Bari che chiede controlli più stringenti sulle tariffe degli stabilimenti balneari della costa barese e sui prezzi delle strutture ricettive per scongiurare fenomeni speculativi e possibili cartelli.

corrieredelmezzogiorno


COMMENTI