Nastri trasportatori, brusco stop: “Lavori fermi da un anno”. Ma arrivano 31,5 milioni per il raccordo ferroviario

A un anno dal trasferimento delle competenze all’Autorità di Sistema Portuale, lo smantellamento dei nastri trasportatori del Molo Alti Fondali di

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Manfredonia, i nastri del porto industriale saranno smantellati - Il Fatto  del Gargano

A un anno dal trasferimento delle competenze all’Autorità di Sistema Portuale, lo smantellamento dei nastri trasportatori del Molo Alti Fondali di Manfredonia non è ancora partito. Una situazione che segna una brusca frenata rispetto alle previsioni iniziali e che continua ad alimentare interrogativi sul futuro dell’area portuale.A fare il punto è il presidente del Consorzio ASI Foggia, Agostino De Paolis, che ricorda come il progetto fosse stato trasferito all’Autorità portuale ormai dodici mesi fa.

Nastri trasportatori, lavori ancora al palo
Secondo De Paolis, il ritardo potrebbe essere legato a valutazioni di carattere tecnico.“Probabilmente ci sono delle ragioni tecniche”, spiega il presidente dell’ASI. “D’altronde è stata proprio l’Autorità portuale a chiederci di eseguire i lavori che altrimenti noi avremmo realizzato in sei mesi”.Lo smantellamento dei nastri trasportatori è considerato un passaggio importante nel percorso di riqualificazione dell’area industriale e portuale di Manfredonia, ma al momento non risultano ancora avviati gli interventi operativi.

La svolta sulla logistica
Se sul fronte dei nastri trasportatori si registra una fase di stallo, notizie positive arrivano invece dal comparto infrastrutturale e logistico.Tra i progetti strategici inseriti nell’Accordo di Coesione sottoscritto tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Puglia figura infatti uno stanziamento di 31,5 milioni di euro destinato al Consorzio ASI di Foggia.Le risorse, provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), saranno impiegate per il ripristino e la rifunzionalizzazione del raccordo ferroviario tra la stazione di Frattarolo e l’agglomerato industriale del Porto Alti Fondali.

Un collegamento strategico di 12 chilometri
L’intervento riguarda circa 12 chilometri di linea ferroviaria rimasta inutilizzata per anni e destinata ora a tornare operativa.“Si tratta di un’opera che punta a rimettere in funzione un tracciato strategico”, sottolinea De Paolis.L’obiettivo è quello di trasformare l’area retroportuale di Manfredonia in un hub intermodale capace di dialogare direttamente con i principali corridoi logistici europei della rete Scan-Med.

Il porto collegato ai corridoi europei
Il progetto consentirà di creare un collegamento diretto tra il porto industriale e la rete ferroviaria nazionale gestita da Rete Ferroviaria Italiana.In questo modo lo scalo sipontino potrà essere connesso alla piattaforma logistica intermodale Lotras di Foggia-Incoronata, rafforzando il ruolo della Capitanata nei flussi commerciali e nel trasporto merci.L’investimento viene considerato uno degli interventi infrastrutturali più significativi degli ultimi anni per il territorio, con potenziali ricadute sul sistema produttivo, sulla competitività delle imprese e sull’attrazione di nuovi investimenti.Una nuova prospettiva per il porto
Il rilancio del raccordo ferroviario rappresenta infatti uno dei tasselli fondamentali per valorizzare il Porto Alti Fondali e rafforzarne la funzione strategica nel sistema logistico regionale e nazionale.Mentre resta da chiarire il futuro dei nastri trasportatori, il progetto ferroviario apre dunque una nuova prospettiva per Manfredonia, candidata a diventare uno dei principali nodi intermodali della Puglia.

 

SAVERIO SERLENGA

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