Il Tar Puglia blocca la delibera della Regione sugli ulivi: stop agli abbattimenti per fotovoltaico e serre

Il Tar Puglia ha annullato la delibera della Regione Puglia di luglio 2025 che consentiva abbattimenti di ulivi non monumentali per far posto a se

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In Puglia ormai non c’è più l’ombra: addio ulivi e addio al nostro paesaggio

Il Tar Puglia ha annullato la delibera della Regione Puglia di luglio 2025 che consentiva abbattimenti di ulivi non monumentali per far posto a serre e pannelli fotovoltaici. I giudici hanno accolto il ricorso del Gruppo di Intervento Giuridico – Odv, associazione di protezione ambientale, difeso dagli avvocati Giacomo Sgobba e Filippo Colapinto, richiamando la legge 144 del 1951 che «pone un divieto generale di abbattimento degli alberi di olivo». In particolare, la legge «consente l’abbattimento, previa autorizzazione, soltanto in cinque ipotesi tassative», tra cui la «esecuzione di opere di pubblica utilità».La delibera della Regione è «illegittima – spiega il Tar – nella parte in cui estende la nozione di ‘opere di pubblica utilità’ fino a ricomprendervi gli impianti privati per la produzione di energia da fonti rinnovabili». «La qualifica di opera di pubblica utilità» attribuita da una recente legge del 2024 «non produce alcun automatismo – si legge nella sentenza – rispetto al divieto di abbattimento degli olivi». La stessa legge, del resto, «prevede espressamente che nell’ubicazione degli impianti si debba tenere conto della tutela della biodiversità, del patrimonio culturale e del paesaggio rurale». La legge «circoscrive peraltro l’installazione di impianti fotovoltaici a terra in zone agricole ad ipotesi tassative, nessuna delle quali contempla l’abbattimento di oliveti».La delibera della Regione Puglia ha dunque «alterato il bilanciamento degli interessi operato dal legislatore nazionale, subordinando la conservazione degli oliveti a valutazioni di convenienza economica e trasformando un divieto con deroghe eccezionali in un regime autorizzatorio di portata notevolmente più ampia». Secondo i giudici, inoltre, «la sostituzione integrale dell’oliveto con altra coltura (anche se solo arborea) non migliora il fondo olivicolo, ma lo cancella».
«La sentenza del Tar Puglia conferma ciò che Ulivivo sostiene da anni – commenta l’associazione – : gli ulivi non sono un ostacolo, ma un bene comune da tutelare, non sono una variabile sacrificabile, ma un elemento identitario, ecologico e culturale del paesaggio pugliese». Per Ulivivo, «questa pronuncia rappresenta un passaggio storico. È la conferma giuridica che la tutela degli ulivi non è una battaglia nostalgica, ma una questione di giustizia territoriale, di difesa del paesaggio rurale, di responsabilità verso le generazioni future. È la conferma che le scelte pubbliche devono essere orientate dal principio costituzionale di tutela del paesaggio e non da logiche emergenziali o speculative».

 

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