IL VOLTO DELLA LIBERTÀ….

Tra vecchi giornali del 1946 ho trovato questa fotografia pubblicata dal periodico Foggia Occupator, stampato e distribuito durante il periodo di oc

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Tra vecchi giornali del 1946 ho trovato questa fotografia pubblicata dal periodico Foggia Occupator, stampato e distribuito durante il periodo di occupazione anglo-americana a Foggia. Le copie del giornale sono oggi consultabili grazie al lavoro di Alberto Mangano, Tommaso Palermo e Marco Scarpiello sul sito Mangano Foggia (https://manganofoggia.it/23-copie-del-foggia-occupator/).

Ho voluto colorare e condividere questa immagine a poche ore dalle celebrazioni degli 80 anni della Repubblica italiana e del primo voto delle donne, perché questa donna di Foggia o della provincia, immortalata da un giornale inglese in un’epoca in cui le fotografie erano ancora rare, potrebbe rappresentare simbolicamente le donne di Capitanata per la prima volta al voto.

Il giornale di quei giorni si sofferma molto sulla vittoria della Repubblica, raccontando il clima vissuto in provincia di Foggia dopo il referendum del 2 giugno. Tra gli articoli compaiono anche riferimenti ai festeggiamenti e ai momenti trascorsi sulla spiaggia di Siponto, già allora luogo simbolico di villeggiatura del nostro territorio.

Non conosciamo il nome di questa donna. È una figura anonima, ma potrebbe essere una delle nostre nonne, una zia, una parente di qualcuna o qualcuno di noi.

Il suo sorriso racconta il momento in cui, per la prima volta, milioni di donne entrarono nei seggi elettorali per scegliere il futuro del Paese. Racconta la conquista di un diritto, la libertà ritrovata dopo la guerra e la nascita di una nuova Italia.

In quel gesto c’erano dignità, partecipazione e speranza. C’era un futuro ancora tutto da costruire.

E forse, ottant’anni dopo, vale ancora la pena ricordare che le donne non sono semplicemente “quote rosa”. Sono parte della storia, delle istituzioni, del lavoro, della cultura, delle famiglie e delle scelte che costruiscono il presente e il futuro del Paese.

Tanta strada è stata fatta da quel 1946, ma tantissima ce n’è ancora da fare.

Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura

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