Clima e import estero mettono sotto pressione la filiera delle patate in Puglia

La produzione regionale supera i 656mila quintali e cresce rispetto al 2025, ma il comparto deve fare i conti con eventi climatici estremi, aument

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La produzione regionale supera i 656mila quintali e cresce rispetto al 2025, ma il comparto deve fare i conti con eventi climatici estremi, aumento dei costi e concorrenza internazionale. Coldiretti chiede più controlli sull’origine dei prodotti.La filiera delle patate in Puglia continua a rappresentare una componente importante dell’agricoltura regionale, ma deve affrontare una fase complessa caratterizzata da cambiamenti climatici, aumento dei costi di produzione e crescente pressione delle importazioni. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia in occasione della Giornata internazionale della patata, promossa dalla FAO il 30 maggio per valorizzare il ruolo strategico del tubero nella sicurezza alimentare mondiale.Secondo le elaborazioni di Coldiretti su dati ISTAT e CREA, la produzione regionale raggiunge circa 656mila quintali, con una crescita del 10,6% rispetto all’anno precedente. Il valore economico del comparto è stimato in circa 56 milioni di euro, confermando il peso della coltura nell’orticoltura pugliese.

Filiera delle patate in Puglia tra qualità e biodiversità
La Puglia vanta una lunga tradizione nella coltivazione delle patate, con aree produttive distribuite tra Salento, provincia di Lecce, Foggiano e Barese. Si tratta di territori che custodiscono produzioni legate all’identità agricola locale e alla biodiversità.Tra le varietà più rappresentative figurano la Patata di Galatina DOP, la Sieglinde del Salento, la Patata di Zapponeta e la Patata rossa leccese, prodotti che contribuiscono a caratterizzare l’offerta agroalimentare regionale e a mantenere vivo un patrimonio agricolo consolidato nel tempo.

La patata resta uno degli alimenti più presenti nella dieta quotidiana, grazie alla sua versatilità e alla capacità di adattarsi a numerose preparazioni. Un prodotto semplice, ma fondamentale per milioni di consumatori in tutto il mondo.

Clima e importazioni pesano sul comparto
Nonostante la crescita produttiva, la filiera delle patate in Puglia resta particolarmente esposta agli effetti dei cambiamenti climatici. Siccità, temperature anomale ed eventi meteorologici estremi incidono sulla produttività delle aziende agricole e rendono più difficile programmare le attività colturali.Alle criticità legate al clima si aggiunge la concorrenza del prodotto proveniente dall’estero. In Italia, nel 2025, sono arrivate circa 1,1 milioni di tonnellate di patate fresche, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. A queste si sommano oltre 430mila tonnellate di patate trasformate.Le principali importazioni arrivano da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio ed Egitto. Una situazione che, secondo Coldiretti, contribuisce a comprimere i margini economici delle imprese agricole italiane e ad aumentare la competizione sul mercato.

L’allarme sui prodotti esteri spacciati per italiani
Tra le principali preoccupazioni segnalate dall’organizzazione agricola c’è anche il rischio che prodotti coltivati all’estero possano essere commercializzati come italiani dopo operazioni di trasformazione o riconfezionamento.Per Coldiretti è necessario rafforzare i controlli lungo tutta la filiera e garantire maggiore trasparenza sull’origine delle produzioni. L’obiettivo è tutelare sia gli agricoltori sia i consumatori, che devono poter conoscere con chiarezza la provenienza degli alimenti acquistati.La richiesta è quella di sostenere un settore che continua a rappresentare una risorsa economica significativa per la regione e che contribuisce alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari pugliesi.

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