Scarcerato Li Bergolis, figura di spicco del clan più sanguinario del Gargano

Armando Li Bergolis, 51enne classe '75 di Monte Sant'Angelo, e volto storico della mafia garganica, segnatamente del clan dei ‘Montanari’ Li Bergo

E’con ogni probabilità il corpo di Giulia Cecchettin, la ragazza scomparsa da una settimana, quello trovato stamane dai vigili del fuoco nei pressi di Barcis (Pordenone).
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Armando Li Bergolis, 51enne classe ’75 di Monte Sant’Angelo, e volto storico della mafia garganica, segnatamente del clan dei ‘Montanari’ Li Bergolis-Miucci – nonché nipote di Ciccillo – ha lasciato il carcere di Viterbo dopo una lunga detenzione trascorsa in parte in regime detentivo differenziato ex art. 41 bis.Tra i protagonisti di una delle faide più sanguinose della Montagna Del Sole, con innumerevoli morti e feriti, Armando Li Bergolis era stato condannato a 27 anni di carcere nel processo ‘Iscaro-Saburo’. In quella circostanza, quando per la prima volta fu riconosciuta l’esistenza della mafia garganica, vennero condannati il fratello Matteo e all’ergatolo Franco Li Bergolis.

La faida del Gargano
Una presenza “persistente, invadente e perniciosa”, quella che per decenni ha stretto in una morsa il promontorio del Gargano, dove per oltre un ventennio la lotta per la supremazia del territorio tra i Li Bergolis e i Primosa-Alfieri aveva dato vita a una lunga e inarrestabile stagione di sangue, attraversata da clamorosi tradimenti interni.

L’alleanza e la guerra con i Romito
Inizialmente, i Li Bergolis e i fratelli Romito formavano un unico, coeso e aggregato criminale schierato contro i rivali dei Primosa-Alfieri. Un assetto che ha trovato il primo parziale accertamento giudiziario nel celebre processo ‘Iscaro-Saburo’ del 4 ottobre 2011, che, come anticipato, sancì per la prima volta la natura mafiosa dell’organizzazione.A fronte della condanna degli esponenti dei Li Bergolis, i fratelli Romito vennero assolti con rito abbreviato poiché avevano agito come “agenti provocatori”, tessendo rapporti confidenziali con i carabinieri del Reparto Operativo di Foggia a discapito dei loro stessi alleati. Retroscena che ruppe irreparabilmente l’alleanza.Da quel momento è scattata una nuova e ancor più sanguinosa stagione di “resa dei conti”: una caccia all’uomo volta all’eliminazione fisica di Mario Luciano Romito – ucciso il 9 agosto 2017 – bollato come traditore, e alla ridefinizione degli equilibri della criminalità organizzata garganica.

La mafia garganica oggi
Con il passare degli anni la mafia garganica si è evoluta, mostrando una spiccata capacità imprenditoriale. Le recenti risultanze investigative delle forze dell’ordine e della magistratura hanno confermato che i clan hanno continuato a controllare capillarmente le attività illecite tradizionali, ma con un focus specifico su business strategici.Dopo gli affari nei settori della zootecnia e dell’agroalimentare, il cuore delle estorsioni si è spostato sulla costa e sul commercio ittico, nuova frontiera del controllo del territorio e del riciclaggio di denaro sporco.Il timore, non solo degli inquirenti, è che l’uscita dal carcere di Armando Libergolis, alla luce della detenzione di Enzo Miucci e delle rivelazioni di Matteo Pettinicchio nelle vesti di collaboratore di giustizia, potrebbe ridisegnare assetti e strategie del gruppo più sanguinario del Gargano.

 

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