L’opera immersa al largo dell’Isola di Capraia, considerata la più grande al mondo nel suo genere, sarebbe minacciata dall’incuria e dagli ormeggi

L’opera immersa al largo dell’Isola di Capraia, considerata la più grande al mondo nel suo genere, sarebbe minacciata dall’incuria e dagli ormeggi selvaggi. Appello per un intervento urgente di tutela.
La statua subacquea di Padre Pio, considerata la più grande opera marina al mondo nel suo genere, versa oggi in uno stato di forte degrado e abbandono. A lanciare l’allarme è Matteo Iacovelli, ideatore e promotore storico dell’iniziativa, che si unisce alle recenti preoccupazioni espresse dal vescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone
Secondo Iacovelli, il sito simbolo di devozione, turismo subacqueo e spiritualità rischia di essere compromesso dall’assenza di manutenzione e dall’utilizzo scorretto dell’area marina.
L’idea della statua nacque nel 1990 da un’intuizione dello stesso Iacovelli, allora assessore allo Sport e Turismo del Comune di Foggia. Il progetto fu inizialmente sostenuto dal Comune e successivamente realizzato grazie al contributo economico della Provincia di Foggia e alla collaborazione di numerosi subacquei.L’opera venne immersa il 3 ottobre 1998 a circa tredici metri di profondità nei pressi dell’Isola di Capraia.
A firmarla fu lo scultore foggiano Mimmo Norcia, che realizzò una statua monumentale alta tre metri e dal peso di dodici quintali, in speciale lega di bronzo, collocata su un basamento in cemento armato di tre tonnellate.
La raffigurazione scelta dall’artista mostra un Padre Pio giovane, con le braccia aperte a forma di croce verso il creato e un volto sorridente, pensato per trasmettere spiritualità e armonia anche negli abissi marini.
Per i promotori, il monumento rappresenta non solo un luogo di fede e pellegrinaggio subacqueo, ma anche un forte messaggio legato alla tutela dell’ambiente marino.
Nel corso degli anni il sito è diventato meta di appassionati, fedeli e turisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.
“Mai fatta manutenzione in quasi trent’anni”
“Oggi però tutto questo patrimonio rischia di andare perduto”, denuncia Iacovelli.
“Sottoscrivo e condivido parola per parola la preoccupazione del vescovo Moscone”, afferma. “Da anni lamento la totale mancanza di interventi manutentivi e l’uso maldestro dell’area, soprattutto da parte di imbarcazioni che trasportano turisti senza il dovuto rispetto per l’integrità del sito”.
Secondo il promotore dell’opera, le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni non avrebbero mai predisposto un vero piano di tutela.
Da qui l’appello rivolto alle istituzioni affinché venga aperto immediatamente un tavolo dedicato alla salvaguardia della statua subacquea di Padre Pio.
L’obiettivo è predisporre un piano straordinario di manutenzione e regolamentare la fruizione turistica dell’area marina, garantendo sicurezza, rispetto ambientale e tutela di un simbolo ormai riconosciuto a livello internazionale.
saverio serlenga


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