La Regione Puglia corre ai ripari contro l’overtourism: è pronto il disegno di legge che consentirà ai Comuni ad alta densità turistica di stabili

La Regione Puglia corre ai ripari contro l’overtourism: è pronto il disegno di legge che consentirà ai Comuni ad alta densità turistica di stabilire criteri e limiti delle nuove attività di locazione turistica e, dunque, di regolamentare gli affitti brevi.Questo pomeriggio la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge ‘Disposizioni in materia di locazioni turistiche e modifiche alla legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49 (Disciplina della comunicazione dei prezzi e dei servizi delle strutture turistiche ricettive nonché delle attività turistiche ricettive ad uso pubblico gestite in regime di concessione e della rilevazione dei dati sul movimento turistico a fini statistici)’.La Regione Puglia con lo schema di disegno di legge, che dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale, intende assicurare una disciplina organica per le nuove locazioni turistiche e i nuovi affitti brevi fornendo ai Comuni pugliesi, interessati da significativi flussi turistici, uno strumento regolatorio che, nel rispetto dei principi di stretta necessità, proporzionalità e non discriminazione, consenta di salvaguardare il loro patrimonio culturale e la residenzialità.Accanto alle forme di ricettività tradizionale, sia essa alberghiera o extralberghiera (ad esempio, bed & breakfast, case e appartamenti per vacanze, affittacamere), si è consolidato nel corso degli anni, come soluzione alternativa o complementare, il fenomeno delle locazioni turistiche di immobili a destinazione residenziale, che si connotano per la fruizione temporanea dell’immobile per esigenze abitative di breve durata. L’espansione di questa formula di ospitalità, trainata dalle piattaforme digitali che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di alloggi a breve termine e consentono di gestire prenotazioni e transazioni, ha assunto dimensioni rilevanti, contribuendo così alla vitalità economica dei territori di molti comuni pugliesi: attualmente sono 44.883 gli immobili ‘attivi’ destinati alla locazione turistica registrati nella banca dati regionale che rappresentano, con riferimento all’anno 2025, il 18,7% di arrivi e il 17,1% di presenze in termini di flussi turistici totali, con una crescita rispettivamente del 27,7% e del 24,8% rispetto al 2024.La crescita esponenziale di tale fenomeno, oltre a rendere necessari interventi normativi da parte del legislatore nazionale e regionale per la disciplina di aspetti di carattere amministrativo e fiscale, ha però inciso in modo significativo sulla struttura dell’offerta ricettiva, sulla disponibilità di alloggi a uso residenziale e sull’equilibrio socio‑economico di numerosi centri urbani e località a elevata vocazione turistica.L’obiettivo prioritario, della Regione Puglia, è quindi offrire ai Comuni a più alta densità turistica e ai Comuni capoluogo la possibilità di governare in modo efficace il fenomeno complesso dell’overtourism che rischia di trasformare il turismo da risorsa sostenibile per le comunità locali a
“Consegniamo nelle mani del Consiglio un disegno di legge che i cittadini attendono da tempo – spiega il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro -. Era un impegno che avevamo preso in campagna elettorale e un punto del programma condiviso anche con i Comuni. Non c’è una logica punitiva, né tantomeno intendiamo arginare i flussi turistici che in questi anni hanno determinato lo sviluppo della nostra Regione, la crescita della nostra economia e anche processi di rigenerazione urbana in tanti territori che hanno saputo modificarsi e crescere. Il turismo ancora oggi è una leva di crescita che intendiamo sostenere così come il sistema della ricettività, ma sappiamo che una forte componente attrattiva del nostro territorio è proprio la dimensione esperenziale che è animata dai residenti e dalla comunità locali. Dimensione che rischia di scomparire progressivamente se soprattutto nei centri ad alta densità turistica i residenti vengono ‘espulsi’ dai centri abitati per trasformare tutti gli alloggi in locazioni turistiche, ferme restando le attività già in essere e operative – prosegue Decaro -. Vogliamo che i Comuni possano governare il fenomeno dell’overtourism con strumenti per regolare le nuove aperture di alloggi in piattaforma a seconda del proprio sviluppo e del proprio territorio. Così come crediamo che queste limitazioni potranno favorire l’apertura delle stesse attività in altri centri, vedi i Comuni delle aree interne, che ancora hanno ampi margini di sviluppo sia turistico sia sociale. Questa legge vuole essere uno strumento di riequilibrio territoriale per favorire lo sviluppo di Tutta la Puglia”.Il disegno di legge si compone di nove articoli. Nell’articolo 1 sono descritte le finalità e l’ambito di applicazione delle disposizioni in materia di locazioni turistiche. Si intendono per ‘locazioni turistiche’ quelle riguardanti le singole unità immobiliari residenziali da destinare sia alle locazioni per esclusiva finalità turistica sia alle locazioni brevi ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo).L’articolo 2 stabilisce che i Comuni possono, nell’esercizio della potestà regolamentare loro riconosciuta dall’articolo 117, sesto comma, della Costituzione, individuare, all’interno del loro territorio, specifiche zone o aree omogenee e definire, per ciascuna di esse, criteri e limiti puntuali allo svolgimento di nuove attività di locazione turistica, ivi compresa la possibilità di fissare limiti numerici massimi a tale attività. Nell’adottare il regolamento il Comune dovrà, inoltre, prevedere un regime transitorio tenendo conto delle unità immobiliari che sono già utilizzate, in conformità alla normativa vigente, a locazioni turistiche.I successivi articoli 3, 4 e 5, al cui interno sono confluite le disposizioni attualmente contenute nei commi 5-11 dell’art. 10 bis della l.r. 49/2017 prevedono rispettivamente l’obbligo di segnalazione certificata di inizio dell’attività di locazione turistica svolta in forma imprenditoriale e delle successive variazioni di dati o dell’eventuale sospensione e cessazione dell’attività, con relativi termini di comunicazione al Suap, e la presunzione di imprenditorialità dell’attività nell’ipotesi di destinazione a locazione turistica di più di due appartamenti conformemente alla normativa nazionale (articolo 3); l’obbligo di comunicazione di inizio dell’attività di locazione turistica svolta in forma non imprenditoriale e delle successive variazioni di dati o dell’eventuale sospensione e cessazione dell’attività, con relativi termini di comunicazione al Suap (articolo 4); le disposizioni applicabili alle attività di locazione turistica in qualunque forma esercitate (articolo 5).


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