Caro carburanti, autotrasportatori verso lo sciopero: “Se ci fermiamo noi si ferma il Paese”

L'autotrasporto merci si prepara a fermarsi. Un fermo nazionale dei servizi è stato proclamato da Confartigianato Trasporti unitariamente al coord

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L’autotrasporto merci si prepara a fermarsi. Un fermo nazionale dei servizi è stato proclamato da Confartigianato Trasporti unitariamente al coordinamento Unatras dal 25 al 29 maggio 2026, e sabato 23 maggio, a partire dalle ore 15:00, si terrà un’assemblea interregionale presso il padiglione Confartigianato in Fiera del Levante a Bari.L’evento, organizzato da Confartigianato Trasporti Puglia, servirà a definire i dettagli operativi della mobilitazione, nel rispetto del Codice di autoregolamentazione e garantendo in ogni caso i servizi pubblici essenziali.

Un tavolo a Palazzo Chigi prima dello sciopero
Nel frattempo, arriva un segnale dall’esecutivo. Unatras è stata convocata a Palazzo Chigi per il 22 maggio alle ore 17:30, per un tavolo di confronto a cui è attesa la presenza della presidente del consiglio Giorgia Meloni e del vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini. Tuttavia, secondo Confartigianato Trasporti Puglia, se dall’incontro non emergeranno risposte soddisfacenti, il fermo appare ineluttabile.

I costi del carburante mettono in ginocchio le imprese
Al centro della protesta c’è l’insostenibile peso dei costi del carburante, unito all’assenza di interventi strutturali capaci di contrastare una crisi di liquidità che rischia di espellere dal mercato migliaia di imprese e i loro dipendenti.La categoria ha formalizzato una serie di richieste precise al governo: uno stanziamento generale di 500 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta per compensare l’aumento dei prezzi; il rimborso accise trimestrale immediato, comunque entro dieci giorni dalla presentazione della domanda; il ripristino dell’agevolazione piena del rimborso accise trimestrale; la sospensione temporanea e facoltativa del pagamento di imposte, contributi previdenziali e premi assicurativi.

“Si spegne l’autotrasporto, si ferma il Paese”
Paolo Pertosa, presidente di Confartigianato Trasporti Puglia, non usa mezzi termini per definire la grave situazione: “Siamo stanchi di attendere per un settore che sta letteralmente morendo di costi. Abbiamo dimostrato in questi mesi un altissimo senso di responsabilità, ma l’assenza di risposte da parte del Governo fino a questo momento ci costringe ad agire. Vedremo quali saranno i risultati del tavolo del 22 maggio da poco convocato, ma nel frattempo è nostro dovere preparare la categoria perché, senza misure adeguate, andremo avanti. Anche per questo la nostra assemblea interregionale del 23 maggio sarà innanzitutto un momento di confronto: rivendichiamo il diritto alla sopravvivenza e alla dignità delle nostre aziende. Chi ci governa deve capire che se si spegne l’autotrasporto, si ferma il Paese intero”.

 

 

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