Un appello al pluralismo politico e al valore dell’opposizione nelle istituzioni locali, lanciato però da una figura che torna al centro del dibat

Un appello al pluralismo politico e al valore dell’opposizione nelle istituzioni locali, lanciato però da una figura che torna al centro del dibattito pubblico dopo l’esclusione dalla corsa elettorale di Mattinata. È quello affidato a una lunga riflessione da Pasquale Arena, candidato sindaco la cui lista è stata esclusa dalle prossime elezioni amministrative per la presentazione di un numero eccedente di candidati rispetto a quanto previsto dalla normativa. Nei giorni scorsi anche il Tar ha respinto il ricorso presentato contro l’esclusione.Arena, che in passato è stato assessore dell’amministrazione guidata da Michele Prencipe, il Comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2018, ha commentato l’ultimo consiglio comunale della consiliatura parlando del rischio di un impoverimento democratico in assenza di un reale confronto politico.
“Il consiglio comunale non è una formalità”
“Ho assistito all’ultimo consiglio comunale di questa consiliatura. È da qui che voglio partire. Da questo luogo prezioso, a volte scomodo, ma sempre necessario”, scrive Arena nel documento diffuso nelle ultime ore.Secondo l’ex candidato sindaco, il consiglio comunale rappresenta “il cuore pulsante della democrazia locale”, il luogo dove “le idee si confrontano e le decisioni si pesano”. Da qui la critica verso un eventuale assetto politico privo di opposizione.“Un consiglio comunale senza opposizione è un organo spoglio, svuotato della sua funzione più profonda”, sostiene Arena, aggiungendo che il confronto non servirebbe a creare ostacoli ma a verificare la tenuta delle decisioni amministrative.
Il riferimento all’assenza di contraddittorio
Nel suo intervento Arena insiste più volte sul tema del contraddittorio democratico e sulla necessità di mantenere vivo il dissenso politico all’interno delle istituzioni.“Come si fa ad amministrare da soli? Come si governa una comunità senza che nessuno ti chieda perché?”, domanda l’ex assessore, sostenendo che governare senza opposizione rischi di trasformarsi in una “gestione del potere”.Un messaggio che arriva in una fase particolare della vita politica di Mattinata, segnata dalla presenza di un solo candidato sindaco, il primo cittadino uscente Michele Bisceglia, dopo l’esclusione della lista guidata proprio da Arena.
Il passato politico e lo scioglimento per mafia
La riflessione dell’ex candidato si inserisce però in un contesto politico che continua a pesare nel dibattito cittadino. Arena ha infatti fatto parte dell’amministrazione comunale sciolta per infiltrazioni mafiose nel marzo 2018 dal Consiglio dei ministri.All’epoca ricopriva il ruolo di assessore nell’esecutivo guidato da Michele Prencipe. Successivamente il Tribunale di Foggia dichiarò incandidabili alcuni ex amministratori, Arena incluso, per il primo turno elettorale successivo allo scioglimento.Negli anni successivi gli ex amministratori hanno sempre respinto ogni addebito politico e morale legato allo scioglimento dell’ente, definendo “assurda” la decisione del Viminale e contestando le conclusioni contenute nelle relazioni prefettizie.
La lista esclusa e il ricorso respinto
L’ultimo capitolo riguarda invece la recente esclusione della lista civica guidata da Arena dalle amministrazioni comunali di Mattinata. La commissione elettorale ha cancellato la candidatura per il superamento del numero massimo di nomi consentiti nella lista.Il ricorso presentato al Tar è stato respinto, lasciando di fatto un unico candidato sindaco nella competizione elettorale.Nel suo intervento Arena evita riferimenti diretti alla vicenda giudiziaria ed elettorale, preferendo concentrare il discorso sul valore del confronto democratico e sul pluralismo politico, definito “una risorsa” per la crescita della comunità.


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