Con l'ascolto degli ultimi testi della difesa, è giunto alle battute finali il processo a carico di Giuseppe Rendina, 47enne di Trinitapoli accusa

Con l’ascolto degli ultimi testi della difesa, è giunto alle battute finali il processo a carico di Giuseppe Rendina, 47enne di Trinitapoli accusato dell’omicidio di Giuseppe Ciociola, agricoltore 59enne, ucciso nel marzo 2022, in località ‘Alma Dannata’, in agro di Zapponeta.Esaurito l’ascolto dei testi, è stata lasciata una ‘finestra’ aperta per l’eventuale deposito di documentazione prima di dichiarare formalmente la chiusura dell’istruttoria dibattimentale. Il processo, in corso dinanzi alla Corte d’Assise, proseguirà con la requisitoria della pubblica accusa (pm Alessio Marangelli) e le discussioni del patrono di parte civile (avv. Francesco Le Noci) e della difesa (avv. Francesco Paolo Ferragonio) in programma nella prossima udienza già calendarizzata a giugno.
La tesi della Procura
Secondo la Procura, il movente del fatto di sangue sarebbe riconducibile a questioni economiche: nel 2021 l’agricoltore sarebbe risultato beneficiario di contributi pubblici destinati alle aziende in difficoltà per sanare le conseguenze della pandemia Covid-19, nonché di ulteriori somme derivanti da agevolazioni fiscali, per un totale di circa 500mila euro.Rendina avrebbe ricevuto dalla vittima un prestito pari a circa 60mila euro da impiegare in un progetto di investimento. Tuttavia, secondo l’impianto dell’accusa, a seguito delle pressanti richieste di restituzione della somma prestata e dell’impossibilità di farvi fronte, avrebbe deciso di sbarazzarsi del suo finanziatore. Nel procedimento si sono costituiti parte civile i figli della vittima – Stefano e Anna Maria Ciociola – attraverso l’avv. Francesco Le Noci. Rendina, lo ricordiamo, non ha mai confessato l’omicidio e, in fase di interrogatorio di garanzia, si è dichiarato innocente.
La ricostruzione dell’omicidio
Le indagini degli inquirenti si erano concentrate sul luogo del delitto, ovvero il terreno con annesso casolare tra i comuni di Manfredonia e Zapponeta, dove i carabinieri di Manfredonia erano intervenuti a seguito del ritrovamento del corpo senza vita del bracciante agricolo. Secondo gli investigatori, l’assassino avrebbe esploso un colpo di pistola alla nuca della vittima, che in quel momento era appoggiata sul banco di lavoro.Le corrispondenze nelle intercettazioni
Come è noto, Rendina è stato accusato (e condannato in primo grado alla pena dell’ergastolo) anche del duplice omicidio di Gerardo e Pasquale Davide Cirillo, delitto per il quale è stato incriminato proprio a seguito di una intercettazione ordinata nell’ambito delle indagini sull’omicidio Ciociola (qui i dettagli).Per questo motivo, nei mesi scorsi, la difesa aveva avanzato per conto dell’indagato una istanza di ricusazione della Corte d’Assise di Foggia, in tutta la composizione, ma la richiesta è stata rigettata


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