In Puglia l’immigrazione resta, almeno nei numeri demografici, un fenomeno più contenuto rispetto al quadro nazionale. I cittadini stranieri resid

In Puglia l’immigrazione resta, almeno nei numeri demografici, un fenomeno più contenuto rispetto al quadro nazionale. I cittadini stranieri residenti nella regione, al 31 dicembre 2024, risultavano essere 156.748, pari al 4 per cento della popolazione complessiva e cinque punti in meno rispetto alla media italiana e un punto sotto quella delle regioni del Mezzogiorno.Ma fermarsi a questa percentuale rischia di restituire una fotografia parziale: i dati del Dossier statistico immigrazione 2025 e del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, presentati oggi presso il complesso Studium 2000, mostrano infatti un impatto molto più evidente in alcuni ambiti decisivi, dalla scuola al lavoro, fino al sistema delle imprese. I contenuti delle due pubblicazioni sono stati illustrati da Luca Di Sciullo e Antonio Ciniero, rispettivamente presidente del Centro Studi e Ricerche Idos e docente dell’Università del Salento (componente della redazione regionale pugliese di Idos). Nutrito il parterre istituzionale: presenti, tra gli altri, la rettrice Maria Antonietta Aiello, l’assessora regionale Silvia Miglietta, che ha anche la delega alle Politiche Migratorie, e la sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone.Nel corso del 2024 la popolazione straniera residente è aumentata di 9.479 unità, pari al 6,4 per cento. La distribuzione territoriale vede al primo posto la provincia di Bari, con 46.035 residenti stranieri, seguita da Foggia con 38.072. La provincia di Lecce è terza, con 29.320 presenze, davanti a Taranto, Brindisi e Barletta-Andria-Trani. I gruppi nazionali più numerosi sono romeni, albanesi, marocchini, georgiani, cinesi, nigeriani e senegalesi: insieme raccolgono il 58,6 per cento della popolazione straniera residente in Puglia.Un altro dato utile a leggere la composizione della presenza straniera riguarda il genere: le donne sono il 46,4 per cento del totale, una quota in calo di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente. I figli di cittadini stranieri nati nel 2024 sono stati 1.282, un valore sostanzialmente in linea con quello dell’ultimo decennio. Le acquisizioni di cittadinanza sono state invece 4.439, concentrate per oltre la metà nella provincia di Bari.Nelle scuole presenza in crescita
Il cambiamento più netto emerge però nelle scuole. Negli ultimi dieci anni gli studenti italiani in Puglia sono diminuiti del 19 per cento, mentre quelli con cittadinanza non italiana sono aumentati del 26,2 per cento, passando da 16.546 iscritti nell’anno scolastico 2013/2014 a 20.875 nel 2023/2024. Ancora più marcata la crescita degli studenti stranieri nati in Italia: più 80,6 per cento in dieci anni. Nell’ultimo anno scolastico gli alunni con cittadinanza non italiana rappresentano il 3,9 per cento degli studenti pugliesi, ma più della metà di loro, il 52,7 per cento, è nata in Italia. È uno dei passaggi più significativi del dossier: la scuola racconta una presenza ormai stabilizzata, non riducibile alla sola dimensione dell’arrivo.Sul fronte dei permessi di soggiorno, il quadro dei cittadini non comunitari presenti in Puglia restituisce una popolazione prevalentemente maschile, celibe e con titoli di soggiorno a termine. Tra i permessi rilasciati per la prima volta nel 2024 spiccano quelli legati a forme di protezione, 4.971, pari al 42 per cento del totale. I permessi per motivi di lavoro sono stati 2.507, ma quasi il 70 per cento riguarda il lavoro stagionale. È soprattutto la provincia di Foggia a mostrare questa caratterizzazione, con una forte incidenza di uomini, celibi e permessi di breve durata, un dato connesso alla domanda di lavoro agricolo.Anche l’accoglienza è in calo. La Puglia concentra il 5 per cento delle presenze nel sistema nazionale e, tra dicembre 2024 e giugno 2025, ha registrato una diminuzione del 4,7 per cento, più marcata rispetto al calo nazionale dello 0,8 per cento. Le persone accolte sono 6.883, divise quasi in parti uguali tra Cas e altri centri da un lato e rete Sai dall’altro. L’hotspot di Taranto, invece, non registra presenze ed è di fatto non operativo da marzo 2024.


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